La Nuova Sardegna

Una piccola parte di antico nell’anima di un’emigrante

Una piccola parte di antico nell’anima di un’emigrante

“Ex voto” di Marcello Fois, situazioni ed eventi che sfuggono alla razionalità Antonia in Campania diventa Tony in Australia, ma le sue radici riaffiorano

2 MINUTI DI LETTURA





La linea di consanguineità che da Mariarca, la nonna, porta a Jenny, la nipote – una linea di sangue “imperfetto”, come lo chiama la donna – passa per Antonia e Tony, figlia dell’una e madre dell’altra.

No, non si è appena commesso un errore: Antonia e Tony sono due persone diverse, ma allo stesso tempo sono un’unica persona. La prima ha vissuto in Campania fino ai dieci anni, in una società in cui profondo sentimento religioso, superstizione, dicerie e, soprattutto, maldicenze, possono ancora orientare le esistenze; la seconda ha iniziato a vedere la luce dopo il forzato trasferimento della sua famiglia in Australia, cioè nel luogo più lontano possibile da quell’Italia in cui sviluppo e progresso hanno sempre percorso strade parallele senza mai, o quasi, incrociarsi realmente. Crescendo, Tony ha affiancato e poi soppiantato Antonia: e ne ha cancellato non solo l’italianità, a partire dal camuffamento del nome, ma anche la maggior parte dei tratti di umanità. La nascita di Jenny, che da subito ha rivelato la sua natura “imperfetta” e le sue fragilità, fisiche e mentali, non ha fatto poi che accrescere la diffidenza e la chiusura della genitrice verso il mondo esterno: è anche per questo che il matrimonio con John non è mai diventato vera unione, e il successivo, attuale legame con Ryan non sembra essere molto più sereno. Poi succede un fatto inaspettato. Per Tony ha la forma di una telefonata, per giunta fastidiosa, mentre per quella piccola parte di Antonia che è sopravvissuta in lei potrebbe essere qualcosa d’altro: un segno che prelude forse, addirittura, a un miracolo della Madonna dell’Arco, alla quale è dedicata una confraternita in un solo altro luogo in Terra al di fuori della Campania: in Australia, non sarà un caso.

Parte in sordina, “Ex voto” di Marcello Fois (minimum fax, 112 pagine, 14 euro), con delle pagine di prammatica, dovute forse alla necessità di introdurre la storia e i suoi personaggi, ma prende presto una direzione diversa, felice, che lo fa apprezzare con poche riserve, complici anche la limitata lunghezza e la prosa asciutta e senza orpelli. È paragone frutto più d’una suggestione che di concreti riscontri testuali, ma a fine lettura viene in mente quell’opera ineccepibile che è “L’eroe discreto” di Mario Vargas Llosa, per la comune caratteristica dei due romanzi di non sciogliere i nodi, lasciando aleggiare i dubbi sollevati, di presentare situazioni ed eventi che sfuggono alla comprensione razionale, facendo però in modo che sia il lettore a trarre le sue conclusioni. O a non trarne nessuna, com’è, eventualmente, pure giusto che sia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative