«Non basta, va rivista l’intera mobilità»
ORISTANO. Ben vengano i treni nuovi, ma poco cambia sul sistema della mobilità. Di questo è convinto Luca Guala (foto), ingegnere dei trasporti, che proprio ieri ha preso il suo primo Pendolino sulla...
ORISTANO. Ben vengano i treni nuovi, ma poco cambia sul sistema della mobilità. Di questo è convinto Luca Guala (foto), ingegnere dei trasporti, che proprio ieri ha preso il suo primo Pendolino sulla tratta Cagliari-Oristano. «È come se mi comprassi una Maserati per usarla sulla 131: una cosa del tutto inutile», taglia corto Guala. Per lui prima di adottare i Pendolini serve una rivoluzione del sistema. «Non è pensabile acquistare treni moderni con una rete ferroviaria come quella sarda. L’ultimo lavoro risale agli anni ’80. Trenta anni fa. Occorre mettere mano alle infrastrutture, altrimenti si tratta solo di spese inutili». La seconda osservazione di Guala riguarda la mobilità nell’isola nel suo complesso. «Il treno non è un mezzo di trasporto ma un pezzo del sistema. Inutile avere treni ultramoderni se poi una volta arrivato nelle stazioni non sai come muoverti. Il problema della mobilità, che non è solo la continuità territoriale, va affrontato tutto insieme e non a pezzi». L’ultima considerazione di Guala, socio della Mlab srl, società di consulenza specializzata nella mobilità sostenibile, riguarda le frequenze e gli orari. «I treni partono tutti tra la mattina e il primo pomeriggio – spiega l’ingegnere cagliaritano –. Dopo una certa ora non ce ne sono più. Uno parte e non può più tornare a casa. A quel punto è costretto a prendere l’auto». (al.pi.)
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