Alluvione 2013: arrivano 20 milioni
Stanziati dal governo. Silvio Lai: ad aprile nuove risorse che saranno destinate a imprese e privati danneggiati
SASSARI. Dopo un sonno lungo due anni il governo si ricorda dell’alluvione del 18 novembre 2013 che aveva fatto 19 morti nell’isola. Lo fa anche per merito del senatore Pd Silvio Lai che come relatore del decreto di legge sul Giubileo è riuscito, tra i tanti stanziamenti collaterali, a far inserire 19 milioni di euro. Saranno destinati alle infrastrutture e alle opere pubbliche danneggiate dal nubifragio.
Altre risorse. Ma non basta. «Il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli è intervenuta al Senato e ha garantito che oltre ai 20 milioni – spiega Lai – saranno investite risorse importanti per aiutare le aziende e i privati. Grazie al fondo emergenza nazionale, integrato con 50 milioni nel 2015 e finanziato con 1,5 miliardi di euro nel 2016, a partire da aprile arriveranno risorse per chi ha subito danni tra imprese e privati danneggiati dall’alluvione. Una scelta importante che consentirà per la prima volta di dare un sostegno concreto alla popolazione». Il senatore Pd è riuscito in un piccolo miracolo. Ha trovato 19 milioni tra le pieghe del bilancio del 2014. Soldi destinati agli alluvionati e non spesi, che rischiavano di essere persi. Lai è riuscito a recuperarli e farli finire nel decreto per il Giubileo. «Già nel testo del decreto il governo aveva previsto un fondo di 30 milioni di euro per garantire la continuità territoriale aerea in Sardegna, che rappresentano una prima risposta. Il premier ha mantenuto la parola – dice Lai –. Ma è importante l’impegno assunto dal governo in commissione bilancio per garantire gli ulteriori fondi necessari per un quadriennio per la nuova gara Ct1.
Ammortizzatori sociali. Un altro capitolo riguarda il contributo che arriva dal governo agli ammortizzatori sociali. «Anche lo stanziamento di 400 milioni per il fondo degli ammortizzatori sociali in deroga – continua Lai – produrrà effetti positivi nell'isola. Siamo la regione che più di altre ha fatto ricorso a questo strumento, negli anni scorsi anche in maniera non del tutto corretta, per salvare aziende, posti di lavoro e reddito delle famiglie. Dovrebbero essere tra 50 e 60 i milioni, in base all’accordo tra lo Stato e le Regioni, che arriveranno nell’isola e che ridurranno i tempi di attesa da parte dei lavoratori. La Sardegna paga a durissimo prezzo la crisi economica e quella di tutto il nostro sistema delle imprese. Questi fondi in parte riguarderanno molti cassintegrati della nostra isola e questo non può che essere un dato positivo da accogliere con soddisfazione».
Il dialogo fitto della Regione con il governo ha portato proprio in questi giorni a chiudere la Vertenza entrate e a portare a casa 600 milioni di euro. Cifra che il governo pagherà in quattro rate annuali. Non sono le uniche risorse a comparire nella voce entrate. La Regione ha ottenuto un assegno annuale da 130 milioni di euro. Nessun regalo, ma il riconoscimento di una rivendicazione che la giunta guidata da Francesco Pigliaru ha portato avanti con fermezza dal giorno del suo insediamento. La restituzione dei sette decimi delle tasse pagate nell’isola. (l.roj)
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