La Nuova Sardegna

In aula la riforma degli Enti locali la nuova bozza premia Sassari

di Umberto Aime
In aula la riforma degli Enti locali la nuova bozza premia Sassari

Oggi il dibattito. Presentati 2.297 emendamenti alla legge che ridisegna Comuni ed ex Province La maggioranza sembra avere ritrovato l’accordo, ma l’opposizione promette battaglia in Consiglio

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CAGLIARI. Taglia e cuci, ancora una volta, fino a far cambiare faccia (è almeno la quinta bozza) alla riforma degli Enti locali. Con una settantina di emendamenti, presentati dalla Giunta e controfirmati dalla maggioranza, il centrosinistra ha riscritto buona parte del disegno di legge presentato un anno fa dall’assessore Cristiano Erriu. I fautori dell’ultima revisione fanno sapere che d’ora in poi «sarà tutto più semplice ed efficiente» e «non dovrebbero esserci più scontenti per questo o quel titolo istituzionale assegnato». Ma gli emendamenti sono molti più, 2.297 per l’esattezza, con la fetta più grossa depositata dal centrodestra: è l’opposizione, che da oggi in poi proverà a mettere in difficoltà una maggioranza all’apparenza solida e compatta. Da oggi e fino a ridosso di Natale, perché ieri – com’era prevedibile – la seduta del Consiglio è stata rinviata di 24 ore. Il motivo dello spostamento è quello ipotizzato con largo anticipo: gli oltre 2mila emendamenti hanno ingolfato per ore i lavori della commissione Autonomia, chiamata a setacciare la valanga di correzioni prima del dibattito in aula. Alla fine i commissari non ce l’hanno fatta a rispettare i tempi, avrebbero dovuto licenziare la mole di carta, in una manciata di ore: impossibile ed è per questa ragione che la seduta è slittata a oggi.

Le novità. In estrema sintesi sono queste: la rete metropolitana e quella urbana, studiate a tavolino per soddisfare le richieste di Sassari e Olbia. C’è però molto altro: rispetto al testo approvato dalla commissione, a novembre, la riforma è cambiata anche in molti dei 76 articoli finora conosciuti. Il che vuol dire: le proposte dei sindaci, dal conclave della settimana scorsa in poi, hanno inciso eccome fino a lasciare un segno indelebile. Ma soprattutto l’ultima versione è davvero tutt’altra cosa rispetto al disegno di legge della Giunta: sono due bozze completamente diverse. Tutto questo però ormai appartiene al passato e sul nuovo testo che i consiglieri regionali dovranno confrontarsi e infine votare.

Lo scheletro. All’apparenza è rimasto quello presentato più volte: l’asse sarà sempre Regione-Comuni, o meglio amministrazione regionale e Unioni fra i municipi. È la fascia di mezzo a essere stata rivoluzionata per l’ennesima volta. Confermata l’unica Città metropolitana e scritta meglio la definizione degli «ambiti territoriali strategici», destinati a prendere il posto delle Province, è proprio il concetto dell’Unione di Comuni a essere stato declinato in almeno tre sottotipi. Oltre a quella base, che sarà obbligatoria e formata da almeno 4 Comuni e dovrà amministrare non meno di 10mila abitanti.

Rete metropolitana. È stata cucita su misura per assicurare un ruolo di prima fila anche ai Comuni del Sassarese. E infatti prevede questo: «Potrà essere costituita da due città medie vicine con una popolazione totale superiore ai 150mila abitanti e nel cui territorio siano presenti porti e aeroporti d’interesse nazionale». È la fotografia perfetta di Sassari e Alghero insieme. Hanno tutto: vicinanza, popolazione (172mila residenti) e infrastrutture, con Porto Torres che porterà in dote lo scalo marittimo. Sarà proprio questa la proposta che subito dopo l’approvazione della legge sarà consegnata alla commissione per l’attuazione dello Statuto, con l’obiettivo di ottenere l’atteso (preteso dal Nord–Ovest) riconoscimento costituzionale e soprattutto «l’equiparazione delle reti metropolitane, ai fini dell’assegnazione di finanziamenti statali o europei alla città metropolitana». Nel caso in cui il passaggio costituzionale non ci fosse, «sarà la Regione a garantire la pari dignità».

Rete urbana. Il secondo sottotipo è la conferma che anche Olbia, intesa come capofila, sarà una spanna più su delle altre e normali Unioni. L’unica caratteristica richiesta è una popolazione superiore ai 50mila residenti. Non c’è però traccia di particolari privilegi come quelli concessi alla rete Sassari-Alghero.

Città media. Lo status – secondo la legge – sarà riconosciuto a qualunque Comune con più di 40mila abitanti. Quindi Sassari e Alghero, ma per loro ci sarà la rete metropolitana, Olbia, ma che sarà il polo della rete urbana, Quartu, che però entrerà a far parte della metropoli cagliaritana. A questo punto l’unica città media a pieno titolo dovrebbe essere Nuoro con i suoi 37mila abitanti. Mentre Carbonia e Iglesias, tutte e due appena al di sotto della quota richiesta, potrebbero diventare qualcosa di più ma solo se si associassero.

Stipendi no. Anche questo equivoco è stato spazzato via dalla nuova bozza. Sindaci e consiglieri dei nuovi enti lavoreranno a titolo gratuito. Avranno solo un rimborso spese.

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