Alcoa, la protesta ora si sposta a Roma
Durante un’assemblea il richiamo all’unità dei lavoratori. Previsto l’incontro col ministro Guidi: la Regione paga la trasferta
PORTO VESME. Un richiamo all'unità dei lavoratori e alla lotta ancora più aspra per ottenere la riapertura dello stabilimento ex Alcoa. È quanto emerso nell'assemblea generale svoltasi nella sede del consorzio industriale di Portovesme. «Si facciano carico del problema anche il governo nazionale e quello regionale, perché sono stati presi degli impegni e devono essere rispettati», hanno esclamato a gran voce Cgil, Cisl, Uil e Cub.
In un clima di forte tensione e nervosismo sindacati e lavoratori hanno deciso di mettere in campo la determinazione che ha sempre caratterizzato la lotta degli operai Alcoa. Tra le iniziative in programma c'è anche il viaggio a Roma che con tutta probabilità si svolgerà martedì 22 dicembre, data in cui il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, incontrerà le organizzazioni sindacali. La notizia secondo cui la commissione europea avrebbe concesso il regime energetico di super interrompibilità per soli tre anni, e non dieci come richiesto dalla multinazionale svizzera Glencore per acquisire lo stabilimento, ha diffuso una forte preoccupazione tra i lavoratori sul futuro dello stabilimento.
«Ci sentiamo presi in giro, ed è come se partissimo da zero, anni di lotte che per alcuni sono costate anche denunce» hanno esclamato gli operai pieni di rabbia durante l'assemblea. «La discussione in Europa per quanto mi riguarda non è finita, attendiamo di capire, ma continuiamo la nostra lotta andando tutti insieme a Roma», ha detto Roberto Puddu (Cgil Sulcis Iglesiente). «È palese che la politica ci ha preso in giro e a oggi non abbiamo una soluzione, c'è però ancora una fiammella accesa ed è rappresentata dalle soluzioni che deciderà il Governo e da quello che dirà la multinazionale svizzera» ha detto Rino Barca della Cisl. «Abbiamo aspettato i tempi degli altri – ha precisato Daniela Piras della Uil, ma adesso è importante restare uniti e programmare il viaggio a Roma».
Durante l'assemblea i sindacati hanno informato che il Consiglio regionale e la giunta sosterranno economicamente il viaggio in nave verso la Capitale per oltre cento lavoratori. E proprio su questo fatto è arrivata la critica della segretaria generale della Cisl Sardegna, Oriana Putzolu: «Ci auguriamo che non sia il modo scelto dalle istituzioni per lavarsi la coscienza per un impegno che tutti considerano fino a questo momento inferiore alle attese e alla gravità della situazione. I lavoratori chiedono aiuti economici al Consiglio regionale per fare quello che dovrebbero fare le forze politiche».
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