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Commissione Uranio Scanu eletto presidente

Commissione Uranio Scanu eletto presidente

SASSARI. Non perde lo spirito combattivo, neanche dopo l’elezione. i deputato Pd Gian Piero Scanu è stato scelto dai colleghi per guidare la commissione di inchiesta alla Camera sugli effetti dell’ura...

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SASSARI. Non perde lo spirito combattivo, neanche dopo l’elezione. i deputato Pd Gian Piero Scanu è stato scelto dai colleghi per guidare la commissione di inchiesta alla Camera sugli effetti dell’uranio impoverito. Una decisione che non arriva per caso. Scanu era già componente nella passata legislatura nella commissione di indagine del Senato e la sua relazione aveva fissato i risultati di quella esperienza.

La rivoluzione nei poligoni. La relazione chiedeva la chiusura delle basi di Capo Frasca e di Teulada. Si chiedeva anche la riconversione per usi civili e di ricerca del poligono di Quirra. «Queste rivendicazioni saranno la base del lavoro di questa commissione – spiega Scanu –. Nei prossimi due anni questa commissione di inchiesta, che ha poteri più ampi di quella di indagine, porterà avanti le certezze consolidate nella precedente esperienza».

Le due direzioni. La commissione da una parte dovrà accertare la eventuale presenza di uranio impoverito nei poligoni o un suo utilizzo in alcune aree. Dall’altra ha il compito di analizzare l’impatto della presenza dei poligoni e la loro presenza nei territori. La differenza tra commissione di inchiesta ha più poteri di quella di indagine. Si può avvalere delle autorità inquirenti della magistratura per portare avanti la sua attività. «Nella legge istitutiva della commissione c'è un richiamo esplicito alla relazione conclusiva che ha elaborato la pecedente commissione in Senato, che porta la mia firma – continua Scanu –. Si parte da quel documento. Questa commissione ripartirà dalla proposta che feci a suo tempo ottenendo voto unanime sulla ristrutturazione del poligono di Quirra e la chiusura di Capo Teulada e Capo Frasca».

I sardi. Della commissione fanno parte anche altri parlamentari sardi. Roberto Capelli, del Centro Democratico, Settimo Nizzi di Forza Italia, e Mauro Pili di Unidos. «Il compito della commissione – continua Scanu – sarà la riorganizzazione di tutto l’impianto dei poligoni. Si evidenziano due aspetti, quello legato alla sanità e l’altro più complesso che è sul futuro dei poligoni».

La Regione. Scanu non lo dice in modo troppo aperto, ma conta sull’appoggio che potrà arrivare dalla Regione su questa battaglia. Anche perché il governatore Francesco Pigliaru non ha mai nascosto la sua volontà di ridiscutere tutto il pacchetto delle servitù con il governo. La scelta di non firmare l’accordo con il ministero della difesa sulle servitù è la prova della volontà della Regione di voler ridurre la presenza delle aree militari nell’isola. (l.roj)

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