La legge si arena in Consiglio Il testo ritorna in commissione
CAGLIARI. Alla fine la riforma degli Enti locali è ritornata a casa, in commissione. Non ci sarà più un voto in corsa del Consiglio regionale , a ridosso delle festività, ma ponderato e dopo l’Epifa...
CAGLIARI. Alla fine la riforma degli Enti locali è ritornata a casa, in commissione. Non ci sarà più un voto in corsa del Consiglio regionale , a ridosso delle festività, ma ponderato e dopo l’Epifania.
Impensabile fino a poche ore, la soluzione è arrivata all’improvviso, a sorpresa, in coda a una mattinata calda, contrassegnata persino da un ruvido confronto in aula (ma con le telecamere a circuito chiuso ancora spente) fra Pietro Cocco (Pd) e Pietro Pittalis (Fi). i due capigruppo. Poi come sempre accade, in una manciata di ore, la maggioranza e l’opposizione sono passati dal rischio di finire «ai materassi», sarebbe stato clamoroso, a un molto più conciliante: trattiamo. E trattativa è stata, con questa conclusione: la commissione Autonomia, presieduta da Francesco Agus di Sel e stavolta con la «presenza operativa« anche dei consiglieri della minoranza, da oggi riprenderà in mano buona parte dei quasi tremila emendamenti, molti presentati proprio dal centrodestra. Ma come ogni partita di giro, ecco quale dovrebbe essere la nuova disponibilità della maggioranza. L’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu l’ha annunciata poco prima dell’armistizio: «Fra le correzioni proposte da diversi consfglieri del centrodestra, alcune sono interessanti, soprattutto quelle sulle zone svantaggiate, e potrebbero essere anche accolte». Deposta l’ascia di guerra, i due poli fino a quel momento accaniti uno contro l’altro, hanno trovato il compromesso con al centro «una ritrovata condivisa volontà a riprendere l’istruttoria». Anche se va detto subito che «la legge non sarà riscritta ma solo aggiustata».
Chi ha vinto o perso dopo l’ultimo accordo? Tutti – è un tutti fra virgolette – perché poco prima del rompete le righe nessuna delle parti ammetterà di aver fatto passi indietro rispetto alle vecchie posizioni intransigenti.
Per i partiti del centrodestra: «Il ritorno del disegno di legge in commissione è una vittoria politica. L’avevamo chiesto sin dall’inizio del dibattito perché rischiavamo di discutere un testo ormai stravolto dall’accordo quasi segreto fra Regione e Comuni, ma la maggioranza non ci ha ascoltato come avrebbe dovuto. Alla fine però ha capito che le riforme non si portano avanti con arroganti prove muscolari ed è per questo che abbiamo vinto noi».
Sul fronte opposto, quello della maggioranza, la lettura è stata opposta: «Abbiamo ottenuto che la legge non finisse in un pantano di emendamenti e andasse avanti a rilento com’è accaduto con l’articolo uno. Dopo i lavori extra della commissione, il percorso sarà molto più semplice e veloce. Ascolteremo i suggerimenti e vedremo quali potranno essere accolti di volta in volta».
A essere schiacciata fra questi due bollettini piu o meno di vittoria è stata allora la Giunta? «No di certo», ha replicatoll’assessore Erriu. Che ha aggiunto: «Ora c’è un accordo per definire la riforma in ogni particolare e votarla entro tempi molto più chiari, con l’obiettivo comune che sia il più possibile condivisa da tutti. Ma senza far schiantare la Regione sulla possibile sanzione inflitta dal Governo per un nostro voto finale in ritardo, insieme al Molise siamo l’unica regione a non aver ancora approvato il riordino, e senza neanche mettere in pericolo gli stipendi dei dipendenti delle ex Province o dei precari delle società in house». Dunque? «Direi, in sintesi, che a questo punto c’è stata un’assunzione totale e precisa di responsabilità ed è proprio quello che la Giunta aveva chiesto da subito, un anno fa e sin dall’inizio del dibattito pubblico, sulla riforma. Adesso l’abbiamo ottenuto».
Tutti vincitori e nessun sconfitto nell’attesa di capire cosa accadrà, in aula, dal 7 gennaio in poi. Quello che invece accadrà in questi giorni è già chiaro. Il dibattito è stato sospeso, i quasi tremila emendamenti più gli altri che potrebbero aggiungersi prima di Natale, saranno riletti uno a uno dalla commissione Autonomia. Alla fine di questo percorso la legge ritornerà in aula e sulla carta dovrebbe essere molto più facile al voto finale senza strappi. (ua)
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