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Rimborso pubblico per un convegno Udc Il pm: 18 mesi a Oppi

Rimborso pubblico per un convegno Udc Il pm: 18 mesi a Oppi

La Procura ritiene il politico colpevole di truffa e falso Spese improprie per 1.977 euro. A marzo difesa e sentenza

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CAGLIARI. La trasferta compiuta da Giorgio Oppi a Chianciano Terme il 9 settembre 2011 per partecipare al convegno nazionale dell’Udc non può essere considerata un impegno istituzionale. Di conseguenza il rimborso di 1.977 euro incassato dall’allora assessore regionale all’ambiente non è legittimo, al contrario è il frutto di un raggiro. Il conto finale del pm Emanuele Secci è salato: il leader dell’Udc è colpevole di truffa e falso in atti pubblici, come dire che merita la condanna a un anno e mezzo di reclusione. Il 24 marzo parlerà il difensore, l’avvocato Massimiliano Ravenna. Subito dopo il giudice Alessandro Castello si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

Tutto era nato dalla segnalazione di una "talpa", un dipendente regionale che s'era visto passare sotto gli occhi la richiesta di rimborso presentata da Oppi il 7 novembre 2011, due mesi dopo il convegno. Un rendiconto dettagliato: 1.797 euro pagati alla Traietti autonoleggi, 175 euro il biglietto aereo. Il fatto è questo: con l'auto noleggiata l'ex assessore all'Ambiente ha prima raggiunto la sede del convegno a Chianciano, poi insieme ad altri si è spostato a Orvieto. Nel giustificativo di spesa però questi passaggi non risultano, perché Oppi - così è scritto nel capo d'imputazione - ha raccontato una storia diversa: ha certificato di essersi trasferito per due giorni a Roma, chiamato da impegni legati alla sua funzione di amministratore regionale. In realtà, ha stabilito la Procura, era al convegno dell’Udc, dove - ha ricordato ieri il pm Secci - si parlava anche di disturbo bipolare e degli italiani capaci di grandi imprese: «Temi - ha detto Secci - che esulavano chiaramente dai compiti istituzionali dell’assessore all’ambiente».

La linea della difesa è stata sempre di segno opposto: l'uso dell'auto da parte di Oppi per recarsi a Chianciano era legato comunque a finalità istituzionali, vista anche la partecipazione di personalità di spicco del mondo politico, economico e istituzionale non appartenenti all'Udc. Tutto s’era svolto alla luce del sole: la destinazione, diversa rispetto a Roma, era stata ampiamente dichiarata. In ogni caso le ragioni della trasferta erano istituzionali perché all'appuntamento nazionale organizzato dal suo partito si parlava di temi politici che riguardavano la sua carica di assessore regionale all'ambiente. Una tesi confermata anche dai consiglieri regionali che sono stati sentiti in tribunale e che hanno partecipato all’appuntamento organizzato dall’Udc. (m.l)

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