Cento pani della Sardegna, un libro e una mostra Riti, credenze e simboli di una tradizione popolare
SASSARI. Non c'è attività domestica quotidiana, in Sardegna, tanto ricca di implicazioni culturali, religiose, ludiche quanto la lavorazione tradizionale del pane. Lo hanno spiegato bene, in passato,...
SASSARI. Non c'è attività domestica quotidiana, in Sardegna, tanto ricca di implicazioni culturali, religiose, ludiche quanto la lavorazione tradizionale del pane. Lo hanno spiegato bene, in passato, gli studi di ricercatori come Alberto Maria Cirese, Enrica Delitala, Gabriella Da Re, Giulio Angioni e gli antropologi della Università di Cagliari. Quel gruppo ha prodotto anche molte tesi di laurea, compresa quella di Marisa Iamundo De Cuniis che sì è talmente appassionata al tema del pane che quella ricerca per la tesi è durata qualche decina di anni e, per opera dell'editore Carlo Delfino, è diventato un bellissimo volume con ricche illustrazioni. Il libro appena dato alle stampe, è stato presentato nei giorni scorsi, al Palazzo di Città, insieme alla Banca di Sassari.
Il volume dal titolo “La sacralità del pane in Sardegna, riti, credenze e simboli della panificazione tradizionale” analizza, in particolare, i pani rituali legati alle tradizioni religiose nella nostra isola ma descrive con rigore scientifico i modi e la cultura che caratterizza da 6/7 millenni l'universo dei pani sardi. Pani al plurale, poiché, come sappiamo, non c'è paese che non abbia un suo pane. Non c'è ricorrenza o festa religiosa o familiare che non sia caratterizzata da un suo pane. C'è il pane degli sposi e quello dei morti, quello delle nascite e quello del santo patrono. Una cosa è certa: non c’è alcuna regione al mondo che abbia una ricchezza di pani grande quanto quello della Sardegna. Oggi la presentazione del volume sarà curata da Annamaria Dettori dell'Università di Cagliari, che prenderà la parola dopo i saluti di Ivano Spallanzani e Lucio Panti, rispettivamente presidente direttore generale della Banca di Sassari e di Raffaella Sau, assessore alla Cultura del Comune di Sassari. All'incontro, moderato dal giornalista Pasquale Porcu, intervengono l'autrice del volume, Marisa Iamundo De Cuniis e l'editore Carlo Delfino. La serata si concluderà con un concerto di Canti natalizi eseguito dal coro Maria Carta della scuola media Pasquale Tola, n.3, di Sassari diretto da Palmira Santoru.
E a proposito di pane, proseguirà al Museo Nazionale “Giovanni Antonio Sanna”, Padiglione Clemente, Via Roma 64, la mostra “Pane nostro” .
La mostra, inaugurata sabato scorso, offre un percorso ampio ed esaustivo nella lavorazione del pane tradizionale; dalla falce alla macina, dai setacci ai timbri agli ambienti domestici della panificazione.
In mostra anche decine di pani finemente decorati. Nel dibattito che, sabato, ha preceduto la inaugurazione della mostra sono intervenuti Gabriella Gasperetti, direttore del Museo “Giovanni Antonio Sanna”, Carlo Delfino, Editore, Francesco Morandi, assessore al turismo, (che ha spiegato in che modo la lavorazione dei pani tradizionali possa aiutare il rilancio anche in chiave turistica dei paesi dell'interno della Sardegna), Bruno Satta, Laore e Raffaele Sestu (Unpli) che ha annunciato come le Pro Loco sarde si siano impegnate, ciascuno nel proprio paese a diventare i custodi del lievito madre prodotto localmente (alcuni lieviti hanno molte decine di anni).
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