Il Natale senza gioia nell’isola: le paure di chi ha perso il lavoro
L’occupazione resta ancora il buco nero della Sardegna: un giovane su tre non ha un’occupazione Anche settori un tempo al riparo dalla crisi come la cultura vengono devastati dalla recessione
SASSARI. I segnali di ripresa sono ancora troppo timidi per immaginare un Natale diverso. In Sardegna sono ancora tanti, troppi quelli che sognano di trovare un lavoro sotto l’albero. Tra giovani a caccia di occupazione e over che l’hanno persa il quadro dell’isola resta sconfortante. Perché se fino a qualche tempo fa il dramma riguardava principalmente il comparto industriale, che dopo anni si trova ancora al punto di (non) partenza, oggi colpisce il mondo del lavoro a 360 gradi. Compresi segmenti economici, come quello del commercio e della cultura, che hanno conosciuto l’incubo crisi solo in tempi più recenti attraverso il ricorso ad ammortizzatori sociali, ordinari e in deroga. Una cartolina desolante che ha per protagonisti figli che vogliono entrare a far a parte del mondo del lavoro e padri che invece ne sono stati espulsi.
La disoccupazione giovanile, nell’isola, ha raggiunto cifre da grande recessione. Un under 30 su tre non ha un lavoro, numeri che diventano ancora più alti tra i giovanissimi. In Sardegna nel secondo trimestre del 2015 la disoccupazione - riferita alle persone che si rivolgono agli uffici di collocamento - ha toccato quota 18 per cento, uno 0,5 in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Nell’isola i senza occupazione sono meno rispetto al resto del Mezzogiorno, dove il tasso è pari al 20 per cento, ma nettamente al di sopra della media nazionale, poco sopra il 12 per cento. In questo scenario da grande depressione non mancano però i segnali di ripresa, quelle schiarite che, per quanto ancora appannate, iniettano un po’ di fiducia per il domani. E così in quello stesso trimestre in cui aumentava la disoccupazione cresceva anche l’occupazione: più 1,4 rispetto a dodici mesi prima. Un segno più figlio di incentivi, sgravi fiscali, jobs act e bonus che stanno inducendo le imprese a pescare nel mondo dei disoccupati. Giovani e meno giovani. Un sistema di reclutamento che nell’isola ha ottenuto risultati addirittura superiori al resto d’Italia: le assunzioni a tempo indeterminato sono cresciute del 35,4 per cento rispetto all'anno scorso, mentre la media nazionale si ferma al 34,4. (al.pi.)
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