La Nuova Sardegna

Nuoro, quando la crisi colpisce la cultura

di Paolo Merlini
Nuoro, quando la crisi colpisce la cultura

Ilisso e Maestrale, le due case protagoniste del boom editoriale, tra cassa integrazione e licenziamenti

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NUORO. Quando si parla di cassa integrazione nel Nuorese, il pensiero va istintivamente agli operai della zona industriale di Ottana. Ma la crisi ha toccato anche il mondo della cultura, e lo ha fatto pesantemente, minando quel polo editoriale nuorese che pochi lustri fa aveva fatto gridare al miracolo per numeri e qualità. Le due case editrici simbolo di quella stagione, Maestrale e Ilisso, oggi attraversano una fortissima crisi, e hanno dovuto ricorrere a cassa integrazione e licenziamenti. È accaduto all’Ilisso, dove lavorava a tempo pieno una ventina di persone, accade al Maestrale, dove l’organico è stato dimezzato per evitare la chiusura. Delle quattro figure che facevano parte della redazione, ora ne rimangono solo due. Fausta Moroni è stata licenziata assieme a una collega ai primi di novembre, dopo due anni e mezzo di cassa integrazione. Si occupava dell’ufficio stampa di una casa editrice che negli anni d’oro sfornava venti titoli l’anno, e ha avuto tra i suoi autori Marcello Fois, Salvatore Niffoi, Flavio Soriga, Giorgio Todde e Giulio Angioni, solo per citare gli scrittori più noti. Una separazione per così dire consensuale, quella tra Fausta e il Maestrale, con l’impegno reciproco a ripercorrere insieme il cammino, in un futuro si spera non lontano, se la crisi del libro offrirà spiragli di ripresa.

Laureata in lingue, Fausta Moroni fa parte della generazione del master & back: nel suo curriculum ci sono una specializzazione all’università di Barcellona e un apprendistato di sei mesi alla Sperling & Kupfer di Milano. Nel 2007, il ritorno in Sardegna per lavorare al Maestrale: è l’inizio di un rapporto di collaborazione che diventerà un’occupazione poco dopo, con l’assunzione a tempo indeterminato. Qui la vita professionale, come spesso accade, si intreccia con quella privata: al Maestrale conosce il suo attuale marito, Giancarlo Porcu, approdato alla casa nuorese alla fine degli anni Novanta. Editor apprezzatissimo ben oltre i confini isolani, Porcu ha resistito alle lusinghe di importanti case editrici nazionali perché dell’avventura del Maestrale è stato ed è un pilastro, anche adesso che lavora in regime di part time, dunque con uno stipendio ridotto. Così è accaduto che la crisi di mercato dei libri, e quella del Maestrale in particolare, abbia pesato doppiamente su una famiglia appena costituita, i due intellettuali e il loro bambino di tre anni. Nel febbraio 2012 scatta il part time per Giancarlo e la Cig per Fausta. Per di più la Regione invia a singhiozzo l’indennità dovuta per legge: nel 2015 l’ex addetta stampa del Maestrale ha ricevuto solo due mensilità, e ne avanza ancora quattro dall’anno precedente. Ora Fausta Moroni farà domanda per l’indennità di disoccupazione, ma vuole riprendere il lavoro di traduttrice di inglese e spagnolo. Dall’aprile scorso inoltre è stata eletta consigliere comunale, e si augura che il suo impegno politico serva a rilanciare Nuoro come polo culturale d’eccellenza. Perché nonostante tutto, sia lei sia il marito credono che il loro futuro si debba ancora giocare qui, in Barbagia, e proprio al Maestrale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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