Grimaldi: la nostra è solo concorrenza
Il gruppo vara la linea Olbia-Livorno e risponde a Onorato. La rotta partirà l’11 gennaio e sarà attiva tutto l’anno
OLBIA. La battaglia navale è solo all’inizio. La Olbia-Livorno non è l’unica rotta su cui la Grimaldi lines sfiderà Moby e Tirrenia. «I vertici della società guardano con molta, molta attenzione alla Sardegna – commenta Eugenio Cossu, portavoce della compagnia in Sardegna –. La Grimaldi sta già gestendo la Porto Torres-Barcellona e la Porto Torres -Civitavecchia; la Cagliari Genova, la Cagliari-Livorno e ora la Olbia-Livorno. Se si guarda con attenzione la cartina geografica si vede che ci sono altre rotte possibili».
Alla stazione marittima dell'Isola Bianca è in corso l'allestimento dei locali per la biglietteria. La prima nave Grimaldi salperà da Livorno per Olbia l'11 gennaio, per ripartire il 12. Sarà la Zeus Palace, 212 metri, 1500 passeggeri, oltre 100 auto. Traversata stimata in otto ore. Non un investimento a tempo, ma una linea attiva tutto l’anno. «La Olbia-Livorno è prevista per tutto l'anno e per molti anni», sottolinea Cossu. La decisione della compagnia di Manuel Grimaldi di fare rotta verso il nord Sardegna aveva scatenato l’ira dell’altro signore dei mari, Vincenzo Onorato, che del porto di Olbia è un po’ il padrone. Per Onorato una aggressione nei suoi riguardi. «Non entro nel merito e non commento le esternazioni di un altro armatore – aggiunge Cossu –. Io sono convinto che la politica di Grimaldi non sia quella di fare dispetti, ma gli interessi della Sardegna, che si riflettono poi negli interessi della società». Grimaldi sa benissimo che tariffe low cost e servizio di eccellenza saranno fondamentali in questa sfida. Nessun timore per l'offertona Tirrenia per raggiungere la Sardegna a partire da gennaio. 140 euro per una famiglia con quattro persone e auto. Più tasse e supplementi. «La comunicazione di queste tariffe è avvenuta il giorno dopo e non il giorno prima dell’annuncio delle nuove rotte della Grimaldi – continua Cossu –. Posso dire allora che un po’ di merito è anche nostro». Cossu ribadisce di essere un fan della libera concorrenza e a proposito della concentrazione di Moby e Tirrenia nelle mani di unico armatore, Onorato appunto, commenta. «Sono convinto che chi ha possibilità e intraprendenza è giusto faccia investimenti – conclude –. Sono per la libera concorrenza purché si giochi alla pari. Posso però dire che il contributo di 72 milioni dato alla Tirrenia non crea un libero e liberale mercato, ma uno sbandamento. Quei 72 milioni non dovrebbero essere dati né a un unico armatore, né divisi tra gli altri. Dovrebbero essere dati invece ai passeggeri, contribuendo a rendere meno oneroso il costo in modo che merci e ro-ro scelgano la nave migliora con la tariffa più bassa».
E sulle accuse di “aggressione” di Onorato interviene anche Manuel Grimaldi. Al sito “Trasporto Europa” dichiara. «Non esiste alcun dumping, già oggi sulle linee ro-ro verso Cagliari le nostre navi guadagnano soldi sebbene non viaggino completamente piene. Non abbiamo bisogno dei 72 milioni di contributi pubblici che ogni anno riceve Tirrenia. Abbiamo navi moderne ed efficienti, con elevata capacità di carico che ci consentono di ottenere importanti economie di scala. Quella che Onorato definisce un’aggressione commerciale altro non è che sana concorrenza. Semmai non è normale che il 90% del traffico marittimo verso la Sardegna sia in mano a un unico operatore. Io ho 100 navi e lui 50. Se voglio mettere le mie navi sulle rotte verso la Sardegna per conquistare una quota di mercato non mi si può accusare di aggressione commerciale solo perché faccio una linea in concorrenza».
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