La Nuova Sardegna

Lirico, una stagione concertistica di grandi firme

In arrivo stars come Krystian Zimerman, Viktoria Mullova, Olli Mustosen. Si parte il 29 gennaio

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CAGLIARI. Habemus Stagione concertistica al Teatro Lirico. Fumata bianca infatti, ieri mattina, del Cdi che approva il cartellone 2016 stilato in tempi record (cinque giorni). Cambio di marcia innegabile . E d’altra parte di tempo e occasioni se ne son persi abbastanza. Cosicché il binomio Orazi-Meli ingrana la quarta. Ma non si tratta solo di velocità. La partita della nuova gestione mette sul tavolo carte praticamente vincenti.

Nomi che, fino a qualche mese fa, nessuno avrebbe osato immaginare: Krystian Zimerman, mito assoluto dell’interpretazione pianistica, a marzo col Quarto Concerto beethoveniano; Viktoria Mullova, una delle più grandi violiniste viventi, con un recital interamente dedicato a Bach; Olli Mustonen, fra i pianisti più richiesti delle ultime generazioni, in due diversi appuntamenti (uno cameristico e uno concertistico); Michail Lifits, altro giovane affermato pianista, Premio Busoni 2009, con pagine di Schubert e Schumann; due indiscusse virtuose del violino come Anna Tifu e Kyoko Takezawa; lo scatenato e “sui generis” duo cameristico Igudesman & Joo; gli istrionici sassofonisti del Signum Sax Quartet; e poi voci acclamate come il celebre soprano Eva Mei, o i baritoni Markus Werba e Luca Pisaroni. Pure il carnet di direttori d’orchestra riserva qualche sorpresa. Ritorna ad esempio Gérard Korsten, storico direttore musicale del Lirico (1999- 2005), a cui si affidano peraltro le serate inaugurali del 29-30 gennaio, con l’ouverture «Egmont» e nientemeno che la «Nona Sinfonia» di Beethoven.

Arriva a febbraio invece Hansjörg Albrecht, un’istituzione della musica classica e barocca, che vedremo alle prese anche con Shostakovich (Prima Sinfonia) e Borodin (Danze polovesiane). E ancora: la validissima bacchetta di Donato Renzetti (l’ultima volta diresse «Gli stivaletti» di Ciajkovskij); quella di Giampaolo Bisanti (direttore della «Turandot» 2014 con le scenografie di Sciola); e poi Grzegorz Nowak, Alpesh Chauhan, Speranza Scappucci, Robert Tuohy, Alessandro d’Agostini e Michelangelo Mazza.

Non c’è paragone col disorganico abbozzo del 2015. Anzitutto l’integrale delle Sinfonie di Beethoven, nei 245 anni della nascita. Per il resto un repertorio che spazia sapientemente da Haydn a Brahms, da Rossini a Respighi, Philip Glass e addirittura John Williams (suite da «Star Wars»).

(gabriele balloi)

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