Nel paese altri due delitti in un solo anno
Nel novembre 2014 Aldo Caboi è caduto in un agguato, a luglio 2015 freddato Massimiliano Langiu
GAIRO. L’ultimo delitto a Gairo risale a cinque mesi fa: il 27 luglio era stato ucciso con due fucilate in faccia da distanza ravvicinata Massimiliano Langiu, 27 anni, un piccolo imprenditore edile e allevatore di maiali. I sicari gli avevano teso l’agguato proprio mentre era impegnato nei lavori di sistemazione della sua porcilaia a Spallana Is Illius, una zona sperduta e impervia delle campagne di Gairo. Accanto al corpo martoriato dai pallettoni, una carriola rovesciata, una pala e gli altri attrezzi che il giovane stava utilizzando per accudire il bestiame. L'allarme era scattato intorno alle 21 del 27 luglio. Con una telefonata al 112 dei carabinieri era stata segnalata la presenza di un corpo immerso in una pozza di sangue davanti all'ingresso della porcilaia. I militari avevano impiegato oltre un’ora per raggiungere il luogo del delitto. Un delitto studiato nei minimi particolari quello di Massimiliano Langiu. Nulla era stato lasciato al caso. Nessuna traccia davanti a quella porcilaia-modello di cui il giovane andava fiero. Nessun elemento per indirizzare gli investigatori verso una pista precisa: i sicari avevano ripulito la scena. Dalla perizia necroscopica era emersa solo una certezza: quella di Massimiliano Langiu era stata un’esecuzione. Assassinato con due fucilate da brevissima distanza entrambe alla testa.
L’altro omicidio a Gairo risaliva al 16 novembre 2014. Due allevatori di Gairo erano caduti in un’imboscata mentre a bordo di un fuoristrada pick up stavano raggiungendo il loro ovile per accudire il bestiame. Aldo Caboi, 63 anni, uno dei due allevatori, era stato colpito alla testa da alcuni pallettoni ed era morto dopo una settimana di agonia. L’amico-socio Fabrizio Ligas, 33 anni, era scampato alla morte, visto che i proiettili l’avevano raggiunto a una spalla e a un braccio.
L’agguato era stato messo a segno intorno alle 8 del mattino lungo la stradina di penetrazione agraria che dalla diga di Gairo Taquisara sale verso il comunale di Campu Perdiu. I due allevatori erano a breve distanza dal terreno dove pascolavano le loro vacche quando da dietro una grande roccia al lato della strada erano partite le fucilate. Fabrizio Ligas era stato colpito a una spalla, mentre i pallettoni avevano raggiunto Aldo Caboi alla testa: era morto all’ospedale di Nuoro dopo una settimana di agonia.
Una striscia di sangue che da quel giorno si è allungata in tutta l’Ogliastra. Da Gairo a Ilbono una serie di omicidi efferati che però sarebbero tutti concatenati. Una serie di vendette che si perdono negli anni, sui quali i carabinieri stanno cercando faticosamente di fare luce. Perché sembra che anche nell’impenetrabile muro dell’ermetica Ogliastra stia cominciando a trapelare qualche spiffero. Alimentato dalla paura di morire sotto i colpi dei killer. (plp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
