Siccità, la Regione corre ai ripari
Maninchedda: nel nord dell’isola utilizziamo le riserve del Coghinas
CAGLIARI. La siccità è sempre più un incubo. Se continuerà a non piovere (e stando alle previsioni meteo non accadrà prima di metà gennaio) per la Regione sarà inevitabile chiedere al Governo lo stato di emergenza dall’inizio del 2016. Nel frattempo, però, l’assessorato ai Lavori pubblici è impegnato a limitare l’emergenza soprattutto nel Nord Sardegna.
«Non piove, e gli invasi di quel territorio, al netto del Coghinas, soffrono moltissimo – ha scritto l'assessore Paolo Maninchedda in una nota diffusa subito dopo un’altra riunione del Tavolo tecnico conclusa con la conferma di un allarme diffuso –. Nel frattempo abbiamo predisposto tutta una serie di lavori per attingere dagli invasi ancora con una buona riserva, appunto il Coghinas, e abbiamo messo a punto i potabilizzatori e così aumentato i giorni con acqua potabile a disposizione nei paesi più colpiti. Ma se continuerà a non piovere, lo stato di emergenza sarà purtroppo inevitabile». Il che potrebbe voler dire anche drastiche restrizioni in alcuni Comuni del Nord Sardegna e in Gallura.
C’è anche un altro problema: garantire l’acqua all’agricoltura. «Non è facile – ha detto l’assessore – ma siamo impegnati dovunque per affrontare al meglio questo terribile periodo di siccità». Se il Governo dovesse dichiarare lo stato di emergenza la Regione avrebbe poteri commissariali e potrebbe realizzare rapidamente gli interventi più urgenti senza gli intoppi della burocrazia.
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