La Nuova Sardegna

Buco nella sanità sarda, via libera alla stangata: sì all’aumento di Irpef e Irap

di Umberto Aime
Una seduta del consiglio regionale
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Una seduta del consiglio regionale

L’applicazione slitta di un anno, si pagherà nella dichiarazione dei redditi 2017. La maggioranza vota con sofferenza il provvedimento che ripianerà il deficit

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CAGLIARI. L’Irpef salva-sanità ci sarà, ma chi dichiara più di 28mila euro comincerà a pagarla dall’anno prossimo, nella dichiarazione dei redditi del 2017, e non da subito. Il rincaro è stato approvato dal Consiglio con i soli voti della maggioranza di centrosinistra: 31 a 19 e un astenuto, il presidente Gianfranco Ganau. E chi governa dal 2014 ha licenziato, con la stessa legge, anche l’aumento dell’Irap. Sarà a carico delle imprese e passerà dall’2,93 per cento al 3,9 con un più 0,97 natalizio.

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La maggioranza. «È stato amaro, molto difficile, ma oggi tutti dobbiamo contribuire a fermare la spesa delle Asl. Da troppo tempo è fuori controllo e ammettiamolo: anche noi saremmo dovuti intervenire prima. A questo punto potrebbe essere persino inutile dire di chi sono le responsabilità. Noi lo sappiamo, ma oggi c’è un debito e dobbiamo ripianarlo», ha detto con un filo di voce Pietro Cocco, capogruppo del Pd. Neanche per lui è stato facile tenere assieme i consiglieri del partito, in tanti hanno storto il naso, nonostante i continui richiami al «dovere comune» ad esempio da parte di Franco Sabatini, Gigi Ruggeri e Salvatore Demontis. Ancor più faticoso per il Pd è stato mantenere compatta una coalizione in evidente difficoltà, almeno nei corridoi, con Pierfranco Zanchetta (Upc) che in chiusura dirà: «I coraggiosi pagano sempre un prezzo alto e noi ci mettiamo la faccia fino al 2018» . Poi, in aula, è andata come doveva andare: vittoria schiacciante, senza strappi interni, se non quello di Anna Maria Busia (Sdl-Cd). Nessuno del centrosinistra ha sorriso dopo il successo e non poteva che essere così: «Aumentare le tasse non è bello, ci mancherebbe, e neanche facile – ha sottolineato l’assessore al Bilancio Raffaele Paci – Abbiamo studiato ogni ipotesi, e quella di aumentare le aliquote, oltre alla lotta gli sprechi che sarà immediata, era l’unica possibile. E lo è se vogliamo avere davvero la coscienza a posto ed evitare che la sanità continui a divorare il 50 per cento delle nostre entrate». Il centrosinistra ha difeso la manovra, seppure con qualche però (Roberto Desini del Cd e Fabrizio Anedda di Sinistra sarda) e dall’aula è uscita indenne – quanto malconcia lo si capirà dopo Capodanno: dalla prova più difficile da quando ha vinto le elezioni. «Ora devono arrivare i risultati e nel caso non ci siano, le conseguenze politiche dovranno essere drastiche». Cioè: fra massimo due anni se il disavanzo non scenderà, «più di una testa, che oggi abbiamo salvato, dovrà saltare».

L’opposizione. Il centrodestra ha bombardato la tabella Irpef con almeno una sessantina d’interventi, alcuni consiglieri hanno parlato anche sei volte. Contro Giunta e maggioranza, ha sparato sanguisughe, tassator cortese, incapaci, Dracula, affama-famiglie e molto altro ancora. È stato un attacco continuo, cominciato la mattina e finito con questo annuncio clamoroso: «Ora andremo nelle piazze, per dire ai sardi di rivoltarsi, perché quello che avete deciso è indegno e da gabellieri arroganti».

Il gettito. I contribuenti (vedi l’info) verseranno un extra di 140 milioni all’anno, la Regione 210 fra piano di rientro e altri aggiustamenti vari. Sarà così fino al 2018, salvo un miracolo.

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