Invasi vuoti e niente pioggia in arrivo, nell'isola scatta l'emergenza siccità
Le temperature sfiorano i 20 gradi e non sono annunciate perturbazioni nelle prossime settimane. Il 2016 inizierà con massicce restrizioni in tutta la provincia di Sassari e in parte del Nuorese e della Gallura. Interrogazione in Parlamento al ministro dell’Ambiente
SASSARI. Sempre più giù. Gli invasi sono quasi a secco, dai rubinetti l’acqua scende con il contagocce e il cielo non promette nulla di buono. In questo finale d’anno anomalo, con temperature che sfiorano i 20 gradi e a Natale c’è chi fa il bagno al mare, l’isola si prepara ad affrontare l’emergenza. Perché le preghiere non sono state ascoltate e la pioggia non è arrivata. Desiderata da due mesi, quando nei bacini e negli invasi è scattato l’allarme rosso, non cadrà neppure nelle prossime due settimane. Le previsioni sono chiare: l’alta pressione caccerà via le nuvole, per le precipitazioni bisognerà aspettare almeno la seconda decade di gennaio. Troppo: le scorte non bastano, le restrizioni – già iniziate – saranno ancora più drastiche. Soprattutto nel Nord dell’isola.
L’interrogazione. Il caso Sardegna approda in Parlamento. È Antonio De Poli, vicesegretario vicario dell’Udc, di Vicenza, a sollevare il problema. Nell’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, De Poli chiede un intervento immediato al governo evidenziando la situazione «d’emergenza idrica scoppiata nel Nord Sardegna che ora rischia di allargarsi al Nord Italia, in particolare nel Veneto, nella Lombardia e nella Emilia Romagna».
La grande sete. Nell’isola affligge l’invaso di Sos Canales, in agro di Buddusò, ma anche il Liscia, il Bidighinzu e il Coghinas. Significa che tutta la provincia di Sassari (in particolare il Goceano) più una porzione del Nuorese e della Gallura rischiano di restare a secco. La situazione è molto critica, il quadro è in costante peggioramento, come gli addetti ai lavori immaginavano già ai primi di novembre, quando ha preso corpo l’idea di chiedere lo stato d’emergenza nazionale. La priorità resta l’acqua per l’uso civile ma a breve, quando partirà la stagione irrigua, anche l’agricoltura avrà necessità di maggiori risorse. Al momento il livello dell’acqua a Sos Canales è sceso sotto i quattro metri.
Razionamenti e acqua sporca. L’acqua a tutte le ore è un sogno da diverso tempo in numerosi centri del Sassarese. Che patiscono spesso anche problemi legati alla non potabilità: una situazione che affligge anche la Gallura ed è dovuta, oltre alle pessime condizioni delle reti, anche all’acqua “sporca” che si pesca dal fondo di invasi quasi a secco.
L’allarme. Luciano Gutierrez, direttore del Nucleo di ricerca sulla desertificazione dell’Università di Sassari, conosce bene il fenomeno dei cambiamenti climatici «con i quali bisogna imparare a convivere». Per farlo, a parte le politiche a lungo termine – minore emissione di C02 e interventi di mitigazione – è necessario avere un approccio differente nei confronti della risorsa acqua, partendo dalla consapevolezza che non è inesauribile. «Nell’isola siamo in piena emergenza – dice Gutierrez – perché è piovuto poco e soprattutto sulle coste. Ora dovremmo imparare tutti a ridurre i consumi, centellinando l’acqua che abbiamo. Serve un cambio di rotta, deciso e collettivo».
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