La Nuova Sardegna

Indipendentisti in rivolta: no a nuovi disastri

di Gavino Masia
Indipendentisti in rivolta: no a nuovi disastri

Sni annuncia battaglia. Pili (Unidos) e Dedoni (Riformatori): la giunta si opponga, progetto sbagliato

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PORTO TORRES. Spunta l’ipotesi di costruire un inceneritore nuovo di zecca nel nord Sardegna – secondo l’orientamento del governo Renzi – e si alzano subito venti contrari da parte degli indipendentisti. È il collettivo di Sardigna Natzione Indipendentzia a mostrarsi profondamente preoccupato: «Ci rendiamo conto che il sindaco di Sassari vuol governare un territorio non suo – dicono il coordinatore della sezione turritana Nicola Amin Franca e la coordinatrice del distretto di Sassari Franziska Frigau-, proponendo, con la complicità silenziosa del sindaco di Porto Torres, la realizzazione di un termovalorizzatore, o sarebbe meglio chiamarlo “inceneritore di rifiuti”, nella zona industriale della Marinella: purtroppo questi sindaci hanno ancora un'idea di sviluppo industriale antiquata, riproponendo costantemente modelli di sviluppo vecchi e fallimentari di un industria pesante oramai superata». Sardigna Natzione Indipendentzia assicura che non sarà mai complice e si opporrà a oltranza alla realizzazione sul territorio di “nuove industrie del disastro”, attivando anche un comitato cittadino che vigili su proposte considerate catastrofiche. «Invitiamo ufficialmente il sindaco di Porto Torres a prendere una posizione chiara su questi progetti industriali, convocando d'urgenza un consiglio comunale aperto alla popolazione, dove vengano resi pubblici gli atti progettuali sulle idee di sviluppo della zona industriale portotorrese».

Mauro Pili invita la Regione a opporsi al progetto del governo Renzi: il deputato di Unidos ricorda che l’articolo 196 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 «norme in materia ambientale» assegna alla Regione competenze dirette sui piani di gestione dei rifiuti e l’approvazione di progetti di nuovi impianti. «Se Renzi dovesse adottare un piano comprendente la Sardegna – accusa Pili, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti – lo farà con la complicità del presidente della Regione o con il suo commissariamento».

Dura presa di posizione anche da parte di Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori in consiglio regionale: «Il piano di un terzo termovalorizzatore dev’essere bloccato sul nascere dall’intervento della Regione». Dedoni ricorda che i due inceneritori esistenti – Macchiareddu e Tossilo – sono entrambi interessati da progetti di revamping. «In Sardegna si producono sempre meno rifiuti indifferenziati. Gli impianti già presenti sono sovradimensionati rispetto alle necessità e non c’è alcun bisogno di danneggiare il nostro ambiente e la nostra salute per costruirne un altro. A che cosa servirebbe un terzo impianto nel Nord Sardegna?» Il sospetto: «Forse a smaltire nell’isola rifiuti di altre regioni?»

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