«Anagrafe ovina, ora la proroga»
L’assessore all’agricoltura Falchi raccoglie le richieste di allevatori e associazioni
CAGLIARI. L’assessore regionale dell’agricoltura, Elisabetta Falchi, raccogliendo le numerose sollecitazioni pervenute dal mondo allevatoriale, sta interloquendo con il ministero delle Politiche agricole per verificare la possibilità di estendere i tempi di inserimento dei dati nella Banca dati nazionale dell’anagrafe ovina e caprina. I termini stabiliti dal ministero, infatti, scadono nella giornata odierna ma la procedura è in pieno corso e resta da immettere nel sistema un’enorme mole di dati: le operazioni infatti vanno a rilento, per vari motivi ci si è mossi con un certo ritardo ma gli operatori del settore stanno rispondendo in maniera positiva. Le associazioni di categoria avevano chiesto alla Regione di farsi ambasciatrice per ottenere una proroga, non una delle tante concesse in questi anni e che non hanno prodotto nulla, ma un periodo di circa un mese che permetterebbe di completare le operazioni di anagrafe. Solo tramite l’inserimento nella banca dati gli allevatori avrebbero accesso alle premialità della comunità europea, non ottenerle avrebbe effetti drammatici. Le deleghe e i dati già disponibili presso gli uffici delle Asl e delle associazioni interprovinciali degli allevatori potrebbero così essere caricati nel sistema dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, che in questi giorni ha registrato dei rallentamenti. Nonostante il periodo festivo, Asl e Aipa stanno lavorando alacremente per ultimare le operazioni di inserimento, sebbene la gran mole di dati stia sovraccaricando il sistema informatico. «Chiederò al ministero – dichiara l'assessore Elisabetta Falchi – di valutare la possibilità di inserire i dati che in questi giorni non vengono acquisiti dal sistema a causa del sovraccarico. Non bisogna dimenticare che la Regione Sardegna ha un carico di ovini nettamente superiore a qualsiasi altra regione italiana con oltre 3.000.000 di capi». E sottolinea che la registrazione nell’anagrafe ovina «non è semplicemente un fatto burocratico per gli allevatori, ma è la via principale per garantire la tracciabilità e la sicurezza alimentare delle nostre produzioni aumentandone così il valore».
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