La Nuova Sardegna

“Galanìas”, melodie per il futuro Le sorprese del canto degli Alidos

di Walter Porcedda
“Galanìas”, melodie per il futuro Le sorprese del canto degli Alidos

CAGLIARI. Cose preziose dagli Actores Alidos. Il quintetto vocale femminile, guidato dall’attrice e cantante Valeria Pilia, battezza infatti con il titolo di “Galanìas” la sua seconda fatica...

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CAGLIARI. Cose preziose dagli Actores Alidos. Il quintetto vocale femminile, guidato dall’attrice e cantante Valeria Pilia, battezza infatti con il titolo di “Galanìas” la sua seconda fatica discografica. L’album prodotto dall’etichetta Finisterre, tra le più apprezzate in campo nazionale, si rivela una scatola ricca di sorprese, contenente diciassette brani di un originale canto vocale, quasi atipico per come è nato e costruito lungo questi ultimi anni. L’arte musicale degli Alidos – che non a caso provengono dal teatro –, infatti si colloca in una linea difficile ma ricca di stimoli, a cavallo tra tradizione e contemporaneità.

L’approccio è da una parte rispettoso per un patrimonio ingombrante e importante allo stesso tempo, come quello sardo (e dove il canto maschile è protagonista assoluto) ma anche laicamente aperto agli incontri con altre culture e all’innovazione.

Il quintetto, nel suo lavoro di ricerca e scandaglio, riporta in scena pezzi anche pregiati della tradizione canora femminile, melodie e canti dimenticati, rivestendoli però di fresca contemporaneità. Con arrangiamenti cioè che nascono e sono ispirati dall’ascolto di canti e musiche di altre latitudini. E’ soprattutto all’uso della voce e ai suoni di strumenti anche non appartenenti alla tradizione sarda in senso stretto (seppure l’uso di launeddas e tamburi sia solidamente patrimonio di questa formazione)che gli Alidos rivolgono la loro attenzione operando nei fatti un corto circuito ricco appunto di sorprese per i risultati ottenuti come mostra questo disco.

L’attenzione verso l’esterno si concretizza poi nell’album con il confronto e la collaborazione con artisti di straordinario valore come la cantante siberiana Saimko Namtchylack, che regala due perle in “Lughe jara” e il duetto con Pilia nella title track. E’ un’esplosione di melodia e di atmosfere “Unda unda” eseguita con l’organettista Ambrogio Sparagna. Teatralissima “Tiri tiri de sa cipudda” con la bella voce di Raffaello Simeoni dei Novalia a contrappuntare. Intensa e quasi da liturgia l’avvolgente “Fiore allizadu” con il violoncellista balcanica Redi Hasa e per la Sardegna il fedele accompagnatore di sempre Orlando Mascia, suonatore di launeddas e il coro a tenores di Bitti “Remunnu’e Locu. Con quest’ultimo, oltre a un brano di bella forza espressiva, coinvolgente per l’intreccio di voci maschili e femminili, “Anghelos cantade”, da segnalare anche l’introduzione a “A cicchittu a cicchittu” reso da Daniele Cossellu che recita una sua lirica.

Artisti e musicisti con cui il coro degli Alidos (oltre a Valeria Pilia anche Elisa Marongiu, Manuela Ragos, Roberta Locci e Valeria Parisi)cuce un arazzo dai colori vivaci e appassionati. Galanìas appunto.

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