Crescono le presenze di stranieri e italiani
L’assessore Francesco Morandi: «Il 2016 sarà l’anno dedicato al rilancio del settore artigiano»
SASSARI. Non c’è solo la teoria a reggere l’ottimismo dell’assessore regionale al turismo Francesco Morandi. Nelle sue mani numeri e tabelle, una sorta di vivisezione delle abitudini dei vacanzieri e delle dinamiche dei flussi turistici.
Nel 2015 sono stati raggiunti due record: superati le 12 milioni di presenze, e i 2,5 milioni di arrivi. Oltre al dato della crescita del 10 per cento delle presenze rispetto al 2014, c’è un altro aspetto fondamentale. Per la prima volta da quando nel 2008 è esplosa la crisi ad aumentare sono sia le presenze degli stranieri, sia quelle degli italiani. Tra gennaio e ottobre le presenze negli alberghi degli italiani sono state di 4,6 milioni, quelle degli stranieri di 4,3. A completare ci sono le extralberghiere: oltre 3 milioni.
Ma il dato nel dettaglio spiega ancora meglio l’ottimismo dell’assessore. Perché oltre alle presenze ad aumentare sono anche gli arrivi. Gli italiani nel 2015 sono stati 982mila, nel 2014 erano 937mila. Gli stranieri sono stati 866mila, mel 2014 erano stati 814 mila. Una crescita che ha visto in particolare aumentare le presenze dei tedeschi, oltre un milione e mezzo. Subito dopo i francesi con 951mila e gli svizzeri, a un passo dai 700mila. Quasi mezzo milione le presenze degli inglesi. Tra gli italiani i lombardi restano in testa con oltre un milione e 600mila. Seguiti dai laziali con oltre 700mila e i piemontesi: 553mila.
«Sono convinto che in qualche modo si sia fatto sentire l’effetto dell’Expo –dice Morandi –. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Ma gli effetti della nostra azione di promozione saranno ancora più evidente il prossimo anno. E nei tre anni si potrà avere un riscontro tangibile di questo investimento in immagine».
L’assessorato ha già programmato per il 2016 la sua strategia. «Sarà l’anno dell’artigianato – conclude Morandi –. Ci credo in modo particolare. Sono convinto che i centri commerciali naturali e la rivitalizzazione dei centri storici siano una chiave fondamentale. Consentiranno sia la ripresa del settore artigiano, sia il rafforzamento del turismo nei mesi di spalla. Si offre in questo modo qualcosa di diverso a chi visita la Sardegna». (l.roj)
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