Turismo, per la Sardegna è una stagione d'oro: +10 per cento
I dati della Regione per il 2015 indicano una ripresa definitiva del settore
SASSARI. I numeri funzionano meglio di qualsiasi antidepressivo. La Sardegna si risolleva dal grande grigio della crisi del turismo. La Regione dà i primi dati sulla stagione e stappa lo champagne. Chiude il 2015 con un più 10 per cento di arrivi e di presenze.
Risultati insperati. Forse neanche il più ottimista degli assessori avrebbe sperato in un risultato simile. «Per prima cosa perché arriva dopo un altro più dieci per cento dell’anno precedente – spiega l’assessore al Turismo Francesco Morandi –. Poi perché ha l’effetto di un consolidamento dei dati. Significa che il lavoro fatto in questi mesi dà i frutti da noi sperati. Significa che siamo sulla strada giusta».
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Successo psicologico. A confortare l’assessore sono le soglie psicologiche raggiunte. «Le presenze hanno sfondato il muro simbolico dei 12 milioni – continua – e 2,5 milioni di arrivi. Dati ufficiali a cui si deve aggiungere un’altra fetta enorme di sommerso. Il turismo si è ripreso in Sardegna, ma dobbiamo lavorare per farlo crescere ancora attraverso una strategia che abbiamo messo a punto».
Spalle strette. Il tema rimane sempre lo stesso. «Dobbiamo cercare di accrescere il flusso dei vacanzieri nei mesi di spalla – dice Morandi –. È la grande sfida che si può vincere solo attraverso un’azione convinta proitettata nel tempo. Per esempio. Nel 2015 abbiamo lavorato per allargare la stagione fino a ottobre. Qualche risultato è arrivato. Nel 2016 la sfida sarà puntare anche su aprile e novembre. E lo si può fare con una programmazione seria e con idee». Per ora il turismo rimane concentrato nei mesi centrali. Impossibile pensare di incrementare le presenze in un agosto sempre sold out. Non resta che lavorare sui periodi di spalla. Ma la crisi di fatto ha concentrato ancora di più le presenze in meno di un mese. Ora la missione è ridistendere l’offerta.
La battaglia dei trasporti. Complicato pensare al turismo in un’isola sempre più difficile da raggiungere. La paura di un monopolio dei mari è rimandata a questa estate, quando si capirà se l’ingresso di Grimaldi negli scali sardi e le contromisure imposte dall’Antitrust all’armatore Vincenzo Onorato avranno effetto. «Non posso che essere lieto della scelta di Grimaldi di creare nuove rotte in Sardegna – spiega Morandi –. Non si può che essere felici se aumenta la concorrenza e se crescono i collegamenti. L’offerta turistica ne viene avvantaggiata».
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