“Il Visitatore” con Alessio Boni
La piéce di Eric-Emmanuel Schmitt in scena al Teatro Comunale di Sassari per la stagione del Cedac
SASSARI. "Il visitatore" di Eric-Emmanuel Schmitt con Alessandro Haber e Alessio Boni diretti da Valerio Binasco – è il nuovo appuntamento della stagione 2015-16 del circuito Cedac. L’allestimento è in cartellone dal 6 al 10 gennaio (tutti i giorni da mercoledì a sabato alle 20.30, la domenica alle 19 e il giovedì anche la recita pomeridiana alle 16.30) al Teatro Massimo di Cagliari e lunedì 11 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Sassari.
Sbarca quindi nell’isola la fortunata pièce del drammaturgo francese – vincitrice di ben tre Premi Molière e rappresentata in tutto il mondo – che s’interroga sulla condizione umana e il significato del male attraverso le riflessioni, i dubbi e la tragedia privata del padre della psicanalisi, Siegmund Freud, in attesa di notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale nella Vienna del 1938 sotto le insegne del Terzo Reich. L’inattesa apparizione di uno sconosciuto – forse un folle – che afferma di essere Dio costringe Freud a confrontarsi con il mistero dell'esistenza di un Essere superiore, e l'eterna questione della responsabilità e del libero arbitrio, e quindi della conoscenza, e della capacità dell'uomo di discernere tra il bene e il male davanti all'orrore delle persecuzioni e dello sterminio, e il declino della civiltà occidentale fino a una cupa barbarie.
"Il visitatore" si confronta con l'eterno dilemma della fede - da un punto di vista insolito, attraverso lo sguardo di un uomo di scienza, dichiaratamente ateo, posto di fronte a uno dei momenti più drammatici dell'esistenza, ovvero mentre attende di avere notizie della figlia, condotta via da un ufficiale e presumibilmente prigioniera della macchina oppressiva e violenta del Terzo Reich nella Vienna sotto occupazione nazista.
La radice dell'enigma più antico sull'origine del mondo e dell'uomo si intreccia alla conoscenza del bene e del male: se Dio esistesse, identificabile o meno con il singolare "Visitatore" o come un'entità superiore e spirituale, quale sarebbe la sua responsabilità nella mostruosa costruzione dell’impero nazista, nell'affermarsi di un'ideologia folle e distopica e nel compiersi di un genocidio - nell'assordante silenzio dei governanti e dei popoli del pianeta? Si può giustificare l'orrore? Qual è il significato - e la sorgente - del male?
La visione tremenda del tramonto di una civiltà millenaria sprofondata nelle tenebre della barbarie e della violenza più efferata mette in dubbio ogni certezza sull'evoluzione e il progresso, fondato sulla ragione e sul sapere: se la realtà supera ogni immaginazione, l'avvento del regime nazista nella patria di Kant contraddice ogni logica, mostra il lato più oscuro della mente e del cuore umano, l'affermarsi una crudeltà senza limiti, di una ferocia bruta e insensata.
Una delle pagine più nere del Novecento sembra attestare l'irredimibilità del genere umano: l'acquiescenza complice dei tedeschi, e degli austriaci, per convenienza o per paura, alle persecuzioni poste in atto del regime – fino all'estremo della "soluzione finale" – il riaffiorare di superstizioni e istinti xenofobi, costringono il medico della psiche, indagatore dell'inconscio, a interrogarsi sulla malvagità e, al cospetto di Dio, o di una sua presunta incarnazione, sul ruolo che l'Eterno gioca nel destino dei mortali.
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