L’Eurallumina vede la luce: possibile riapertura in estate
PORTOVESME. In tanti anni di lotta non ha mai perso la speranza. Anzi. La sua è stata una battaglia quotidiana per impedire che sul suo lavoro si scrivesse l’epitaffio. Sul suo e su quello di...
PORTOVESME. In tanti anni di lotta non ha mai perso la speranza. Anzi. La sua è stata una battaglia quotidiana per impedire che sul suo lavoro si scrivesse l’epitaffio. Sul suo e su quello di centinaia di colleghi operai. Una lunga lotta di cui sembra intravedersi la fine. Proprio nelle ultime ore del 2015 la conferenza di servizi ha dato l’ok alla valutazione di impatto ambientale alla ripresa produttiva della Eurallumina. Un via libera che per Antonello Pirotto, lo storico leader delle tute verdi di Portovesme, rappresenta un passo concreto verso la rinascita di un territorio, il Sulcis Iglesiente, annientato dalla crisi. «Non era scontato che arrivasse il sì della conferenza, il rischio che il nostro capitolo si chiudesse definitivamente era più che concreto – racconta –. È un risultato più che positivo, ma non dobbiamo scadere nel facile trionfalismo. Cosa che non abbiamo mai fatto. Noi non siamo mai stati né troppo ottimisti né sfiduciati, ma sempre realisti. Non siamo mai caduti in depressione, neanche nei momenti più bassi, ma abbiamo sempre conservato una certa lucidità che ci ha consentito di affrontare problema per problema. E vogliamo continuare su questa strada».
Il via libera della conferenza di servizi getta le basi per la ripresa dell’attività industriale, ferma dal marzo 2009, quando la crisi economica mondiale ha travolto il mercato dell’alluminio, lasciando a casa 290 lavoratori. «Ma noi non ce ne siamo mai andati – dice ancora Pirotto –. Noi non siamo ex, noi siamo Eurallumina. Il nostro padrone non se ne è mica andato come hanno fatto altri, noi non abbiamo mai spezzato il cordone ombelicale con l’azienda». Tocca ora alla Rusal, la multinazionale russa proprietaria di Eurallumina, valutare l’impatto economico del progetto di ammodernamento della raffineria, con tutte le richieste di integrazioni e modifiche presentate dalla conferenza. «L’azienda si è detta disponibile a fare fronte alla richieste, ma si è riservata di verificare che l’impatto economico non incida sul costo dell’investimento, pari a 185 milioni di euro – spiega il leader della Rsu –. Per noi questa è molto più di una speranza, è una prospettiva concreta che prevede l’assunzione di 357 lavoratori diretti, 270 degli appalti per la realizzazione delle opere per 36 mesi (e di cui 150 stabili per la manutenzioni), oltre ai servizi, mense, trasporti, fornitori e tutto l’indotto. Da qui all’estate, quando è prevista l’apertura dei cantieri, toccherà a noi vigilare che nulla possa rallentare questo processo che punta a cambiare il futuro del territorio. Sono 33 anni che lotto, mi sono confrontato con tutti, anche con due papi. Per me chiudere questa vertenza, restituire il lavoro a centinaia di persone vale più di ogni altra cosa».
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