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Saldi, i commercianti cercano la riscossa

Saldi, i commercianti cercano la riscossa

Dal martedì 5 per due mesi i ribassi nei negozi: nell’isola si annuncia una spesa media per famiglia di 307 euro (più 1,2%)

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SASSARI. Il via ufficiale è martedì 5 e si andrà avanti sino al 5 marzo, ma in parecchi casi i saldi invernali sono già iniziati. Per i commercianti isolani, messi letteralmente in ginocchio dalle temperature miti dell’autunno, sarà l’occasione per dare un po’ di ossigeno ai conti. Con la speranza che i primi deboli segnali di ripresa sui consumi annunciati a livello nazionale anche dall’Istat, coinvolgano la Sardegna. Le vendite a prezzi scontati saranno il primo importante banco di prova soprattutto per i settori abbigliamento e calzature, sinora i più penalizzati a causa dell’insolito clima.

Previsioni. Una analisi di Confcommercio Sardegna e CdC & partners prevede un segnale di ripresa del 1,2% rispetto allo scorso anno su base regionale con una spesa media per famiglia di 307 euro, mentre a livello nazionale la crescita prevista certificata da Federmoda Italia Confcommercio è del 3% rispetto al 2015 con una spesa media per famiglia di 346 euro. «In autunno le vendite non sono state supportate dal clima eccessivamente mite e gli operatori commerciali che hanno visto ridurre fortemente le vendite di capi più pesanti e di calzature ed accessori di stagione: ora l'attesa dei saldi fa sperare nel recupero di qualche margine per gli imprenditori del settore, soprattutto se arriverà l'inverno – afferma il presidente regionale di Confcommercio Agostino Cicalò –. I saldi rappresentano un'occasione importante per i consumatori a caccia dell'affare e per gli operatori commerciali sono fondamentali più per dare continuità a quei piccoli, quasi impercettibili, segnali di ripresa. Con questo tipo di vendita aumentano i ricavi, ma diminuiscono i margini – aggiunge Cicalò –. Servono ora segnali forti e politiche di sostegno e rilancio dei consumi nei negozi che stanno abbandonando le strade dei nostri centri».

I ribassi. L'asticella degli sconti in partenza si assesta sin dai primi giorni intorno a percentuali importanti come 30 e 40 per cento. E a differenza di quanto accadeva prima dell’inzio della grande crisi, entro un paio di settimane la percentuale di ribasso raggiunge il 60-70 per cento.

Sconti anticipati. Ormai è una consuetudine: dopo le vendite di Natale tanti negozi fanno saldi anticipati, spesso con offerte molto vantaggiose e riservate a chi è in possesso della tessera (quasi sempre gratuita). Un modo per fidelizzare i clienti e “bruciare” sul tempo la concorrenza. Durante l’anno, inoltre, tra svendite e iniziative speciali, non sono mancate occasioni per fare buoni affari. Ma solo pochi, per colpa della crisi, ne hanno approfittato.

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