Via le province, nuova geografia
La riforma prevede la ridistribuzione di dipendenti e funzioni
SASSARI. Riveduta e corretta, ancora in evoluzione nonostante un calendario iniziale piuttosto rigido. La riforma degli enti locali, quella che porterà alla cancellazione definitiva delle province, ritornerà in consiglio regionale giovedì 7 gennaio. Ma l’approvazione potrebbe slittare ancora. In ballo c’è la nuova geografia degli enti territoriali prevista dalla legge Delrio che ha dato il via libera alla cancellazione delle province. A rallentare il suo percorso è stato lo scontro politico-territoriale: il nord Sardegna si è opposto alla creazione di un’unica città metropolitana a Cagliari, ora dopo varie correzione la bozza prevede aree metropolitane, città medie e reti urbane, oltre alle unioni dei Comuni. Ma al di là della guerra di campanile, è importante ricordare che dalla riforma dipende il futuro di molte persone: sono circa 2mila i dipendenti delle province, tra loro sono 150 i precari ai quali non è stato rinnovato il contratto. Oltre alla distribuzione dei lavoratori, dovrà essere ridisegnata con chiarezza la geografia delle funzioni: per esempio le manutenzione delle scuole e delle strade, assistenza ai disabili. Compiti sinora in carico alle Province, negli ultimi anni sempre più falcidiate dai tagli, anticamera della definitiva soppressione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
