Dai delitti alle rapine, lunga scia di misteri
I tanti casi di cronaca irrisolti nell’anno appena trascorso Assassini a piede libero, persone scomparse e non ancora tornate a casa
SASSARI. Assassini senza nome, storie di violenza rimaste sospese, senza un perché. Il 2015 si è chiuso lasciandosi alla spalle una scia misteriosa, quella dei casi irrisolti. Gli omicidi, innanzitutto. Sono stati 16 nell’anno appena trascorso. Il più sconvolgente, per le modalità e per la giovane età della vittima, è stato quello di Gianluca Monni, 19 anni, a Orune: ucciso a fucilate la mattina dell’8 maggio mentre aspettava l’autobus per andare a scuola. Alla morte di Gianluca è legata a doppio filo la morte di Stefano Masala, 29 anni, di Nule: il ragazzo è scomparso la sera prima del delitto e i colpi mortali sono stati esplosi dalla sua auto. Che cosa sia successo a Stefano, otto mesi dopo, è ancora un mistero. I familiari attendono risposte, come quelli dei due giovani ammazzati in Ogliastra, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Due omicidi probabilmente collegati, perché le vittime – Massimiliano Langiu e Simone Piras – entrambi padri di famiglia e molto giovani, erano unite da una forte amicizia. Chi ha sparato è ancora libero, esattamente come chi, a Noragugume, ha lasciato per terra il cadavere di Giampietro Argiolas, allevatore di 42 anni dal passato ingombrante. Un omicidio che ha riaperto ferite mai rimarginate facendo precipitare il piccolo centro del Marghine nell’incubo della faida. Ma se in questo caso le indagini seguono un filo rosso che porta a una lunga serie di delitti commessi tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, poco o nulla porta gli investigatori sulle tracce dell’assassino (o assassini) di Felice Atzori, allevatore di Aidomaggiore ucciso a settembre. Chi ha sparato al l’anziano dalla vita apparentemente tranquilla è scomparso nel nulla. Come l’assassino di Antonio Floris, il detenuto modello di Desulo ucciso a Padova a novembre, mentre rientrava in carcere. E da mesi non si hanno notizie di Fausto Piano, il tecnico di Capoterra che a metà luglio ha incrociato sulla sua strada una banda di sequestratori. L’uomo è stato rapito in Libia dove si trovava per lavoro. Piano è uno degli scomparsi dell’isola. Ma l’elenco è lungo e parte da molto lontano. Il 2015 è un altro anno che si chiude senza alcuna notizia di Irene Cristinzio e Michele Peragallo, spariti nel 2013: lei da Orosei, durante una passeggiata, lui, ex poliziotto, dalla sua casa di Stintino. Due casi fra tanti: negli ultimi anni si sono moltiplicati i misteri di persone svanite nel nulla. (si. sa.)
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