La sparizione misteriosa di Stefano Masala
NULE. Per raggiungere Orune, gli assassini di Gianluca Monni si sono serviti di due auto. Una, la Opel Corsa, apparteneva – come è stato accertato dagli investigatori – a Stefano Masala (foto), il...
NULE. Per raggiungere Orune, gli assassini di Gianluca Monni si sono serviti di due auto. Una, la Opel Corsa, apparteneva – come è stato accertato dagli investigatori – a Stefano Masala (foto), il 29enne di Nule scomparso il 7 maggio, il giorno prima dell'omicidio dello studente. Gli investigatori sono sicuri che la sparizione di Stefano sia legata all'omicidio di Gianluca. E ci sarebbero in particolare due elementi a supporto di questa convinzione: il 29enne conosceva uno dei due indagati per il delitto Monni, in diverse occasioni sono stati visti insieme. Ma, più di ogni altra cosa, la macchina di
Stefano è quella inquadrata dalle telecamere di Orune la mattina dell'omicidio. Poi qualcuno l'ha incendiata vicino a Pattada eliminando ogni traccia.
Lo scorso novembre l’ennesimo appello della famiglia: «Stefano lo dobbiamo riportare a casa». Una richiesta accorata di aiuto e allo stesso tempo un monito rivolto a chi sa qualcosa, a chi potrebbe anche solo dare una dritta importante agli investigatori, una parola capace di indirizzare le ricerche verso un luogo preciso. I genitori e la sorella gemella di Stefano vivono nella disperazione più totale e un mese fa hanno lanciato un messaggio forte «a qualche amico con la "a" minuscola che sa dove è Stefano». Hanno invitato questi “amici” a parlare «perché quando la verità verrà fuori (perché questo succederà) non debbano incorrere in responsabilità che forse non hanno». Parlano di questi «interminabili mesi» fatti di «continue ricerche in posti inimmaginabili. Nonostante ciò non siamo riusciti a trovarlo. Chiediamo che si continui a cercare». Ma il filo di speranza diventa purtroppo ogni giorno più sottile. (na.co.)
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