Sanità, la Corte dei conti: «Ancora troppi sprechi»
Dall’ultima relazione della Sezione di controllo: «C’è molto da fare sui risparmi» L’allarme per i costi di produzione, quelli del personale e la spesa farmaceutica
CAGLIARI. La Corte dei conti è intransigente da sempre sulla spesa sanitaria: «Troppo alta e poco finora è stato fatto per contenerla». È stato questo il giudizio anche nella relazione di accompagnamento all’ultimo rendiconto sul bilancio della Regione, quello del 2014.
Giudizio severo. «Negli ultimi anni – scriveva pochi mesi fa il magistrato relatore – la sanità ha inciso in maniera sempre più significativa sulla sul complesso della spesa regionale. Nel 2014 su un bilancio di 8 miliardi e 103 milioni la voce “Sanità e politiche sociali” ha assorbito il 46,5 per cento delle entrate: in totale 3 miliardi e 773 milioni». Sempre dalla stessa relazione, è ancora più chiaro quanto il sistema sia diventato una macchina mangiasoldi. «Il 62,2 per cento degli oltre 5 miliardi pagati dalla Regione sono riconducibili alla sanità che è costata 3 miliardi e 144 milioni». Numeri in rosso non c’è dubbio e «molto lontano – si legge ancora – da quell’equilibrio economico finanziario che dovrebbe essere invece il principale obiettivo delle Asl e della Regione..
Tre pilastri. Sempre dallo stesso dossier: «L’equilibrio auspicato può essere raggiunto solo se ci sarà unl contenimento dell’incremento dei costi della produzione, della spesa farmaceutica e di quella per il personale». Ed è proprio su questi tre pilastri che si fonda il giudizio della Corte dei conti, con questa conclusione: c’è ancora molto da fare.
Deficit storico. Dal 2011 al 2014 i costi del sistema sanitario non si sono fermati nella crescita: l’incremento medio è stato del 3,4 per cento. L’ultimo deficit certificato dai magistrati è stato quello di due anni fa: 213 milioni, con un aumento dell’09 per cento rispetto all’anno precedente. E si sa che nel 2015 il disavanzo è arrivato a un passo dalla soglia dei 400 milioni. Un’enormità tanto che la giunta Pigliaru è dovuta correre ai ripari con le super aliquote Irpef e Irap, affiancate da contenimento dei costi che dovrebbe garantire risparmi per 328 milioni in tre anni. Basterà?
Costo del personale. Anche questa voce è cresciuta anno dopo anno. Nel 2014 fra medici, infermieri e amministrativi, il sistema è costato un miliardo e 170 milioni solo di stipendi, con un aumento dell’0,9 per cento sul 2013. A queste spesa vanno aggiunti i 58 milioni pagati per consulenze, collaborazioni e assunzioni interinali.
Spesa farmaceutica. L’aumento nel 2014 sull’anno precedente è stato del 3,11. Per l’acquisto di prodotti farmaceutici ed emoderivati la Regione ha speso quasi 307 milioni, mentre per i medicinali prescritti dai medici di famiglia poco meno di 300 milioni. Sono cifre da capogiro che hanno portato la Sardegna in testa alla classifica nazionale della spesa, posizione confermata dall’ultimo report dell’Agenzia del farmaco. C’è un rimedio, almeno per le forniture agli ospedali: «Per contenere e ridurre la spesa – scriveva a giugno la Corte dei conti –sarebbe fondamentale avere la certezza che tutto quanto acquistato è somministrato ai pazienti e non dimenticato in qualche corridoio, gettato tra i rifiuti o peggio ancora sottratto per utilità personali». Purtroppo non è così. La battaglia ad abusi e sprechi è appena cominciata. (ua)
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