Alcoa, attesa per il sì di Glencore
Entro il 20 gennaio la società svizzera deciderà se rilevare la fabbrica d’alluminio
IGLESIAS. Per gli operai Alcoa di Portovesme il nuovo anno inizia con la speranza che le politiche energetiche regolate dall'unione Europea possano consentire la ripresa dell’attività produttiva. Pochi giorni prima di Natale Bruxelles aveva ufficializzato il via libera allo strumento della super interrompibilità per l’abbattimento del costo energetico.
Per l’alluminio è di 25 euro a MW/h, la tariffa più bassa in europa secondo quanto riferiscono fonti sindacali. La misura consentita dalla commissione europea è valida per due anni ma è rinnovabile. Il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi nell'ultimo incontro che si è tenuto al Mise il 22 dicembre ha sottolineato che si sta lavorando per aumentare fin da subito la sua durata.
Oltre alla super interrompibilità sono in campo anche gli accordi bilaterali. C'è la disponibilità di Eph Fiume Santo, produttore di energia, a sottoscrivere un contratto pluriennale ad un prezzo base ridotto. Con questi strumenti per abbattere i costi energetici per la produzione di alluminio, rimane ancora in campo l'interesse della Glencore, la multinazionale svizzera interessata all'acquisito della fabbrica. I vertici del colosso infatti hanno sempre richiesto tariffe competitive per almeno dieci anni per poter rilevare l'ex Alcoa è riavviare gli impianti. Entro il 20 gennaio la Glencore dovrebbe dare una risposta al Governo se interessata realmente disposta ad acquisire lo stabilimento. Le tariffe energetiche proposte dalla commissione europea hanno suscitato l'interesse di una società svizzera la Sideralloys, attiva nel settore delle ferroleghe, secondo quanto riferito dal Ministero Guidi ai sindacati nell'incontro del 22 dicembre. Ma i rappresentanti dei lavoratori sperano nell’interesse concreto della Glencore in quanto la multinazionale nel polo industriale del Sulcis Iglesiente possiede già la fabbrica della Portovesme srl che produce piombo e zinco e rappresenta oramai per operai e sindacati un'azienda consolidata. «Per noi – ha dichiarato Roberto Puddu segretario generale della Cgil del Sulcis Iglesiente – la Glencore è e resta la soluzione industriale migliore, ma non è male che ci siano anche altri soggetti interessati all’ex Alcoa perché vuol significare che si sono create soluzioni nuove e favorevoli per produrre nel territorio alluminio e che sulla base degli impegni assunti dal Governo sull'importanza del settore definito strategico, devono portare alla ripresa della produzione con ogni mezzo, privato, pubblico o misto». La Glencore in questi giorni sta effettuando le sue valutazioni economiche sulla base degli strumenti energetici messi a disposizione dalla Commissione europea. Intanto a Portovesme la lotta degli operai non si ferma e il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento continua, nell'attesa lunga più di tre anni di poter rientrare al lavoro.
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