Cala il Pil e crolla l’export nell’isola
La Sardegna arranca ma fa meglio delle altre regioni del Sud. Molti i giovani che non studiano né lavorano
SASSARI. Scende il Pil, crolla l’export, aumenta la disoccupazione, crescono i giovani tra i 15 e i 29 anni che né studiano né lavorano. Il ritratto della Sardegna – secondo gli ultimi dati raccolti ed elaborati da Svimez, Istat e Banca d’Italia - è in chiaroscuro e racconta di un’isola che sprofonda con il resto del Sud nelle parti basse della classifica nazionale, ma che spesso precede le altre regioni del Mezzogiorno.
Macrodati. Sono due i primi macrodati – entrambi al di sotto della media nazionale - da prendere in considerazione per capire a fondo la situazione socio-economica dell’Isola.
Innazitutto il Pil per abitante, che con 19.800 euro segna il sedicesimo posto (il sesto peggiore a livello nazionale) rispetto alle altre regioni italiane.
L’altro indicatore di cui tenere conto è la spesa per i consumi delle famiglie. In questo caso la Sardegna si posiziona al quindicesimo posto con 13.900 euro per abitante, precedendo tutte le altre regioni del Sud.
Altri due indicatori critici, il tasso di disoccupazione e la percentuale di giovani cosiddetti Neet, sono invece oltre la media nazionale (e non è un segno positivo).
Disoccupazione. Il primo, la disoccupazione, nel 2014 si è attestata al 18% (quinti peggior dato nazionale): in crescita rispetto ai dati riferiti al 2013.
I Neet. E poi ci sono i freddi numeri di chi ha perso il treno dell’istruzione, che scivola ai margini del mercato occupazionale, che rischia di non contribuire mai al sistema previdenziale, che si arrende.
Si stima che in Italia siano oltre due milioni, in Sardegna sono il 34,2% dei giovani di età compresa tra i 15 e 29 anni.
In inglese vengono chiamati Neet, acronimo di “Not in education, employment or training”, cioè giovani che non sono iscritti a scuola né all'università, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. Le percentuali riferite al 2013, già di per sé drammatiche, hanno continuato a crescere anche nel 2014.
Crolla l’export. Confrontando le tabelle di dati – predisposte dall’istituto Svimez - emerge anche un calo dell’export tra il 2013 e il 2014 non indifferente. Si tratta di circa 750 milioni di euro (-13,6%). Inoltre, diminuisce anche la quota percentuale di esportazioni verso la Ue a 28 paesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
