Sotto sequestro al porto tir con abiti per i poveri
Tonnellate di indumenti donati alla Caritas per i bisognosi erano diretti a Napoli L’inchiesta della Dda vuole chiarire se dovevano essere venduti nei mercatini
CAGLIARI. Maxi sequestro di indumenti al porto di Cagliari. La merce era stata donata da tanti sardi alla Caritas per dare una mano a bisognosi e migranti.
I capi di abbigliamento erano all'interno di un tir pronto all'imbarco per il porto di Napoli. L’operazione è stata effettuata dal nucleo investigativo regionale del Corpo forestale nello scalo marittimo del capoluogo. Si parla di decine di tonnellate di vestiario.
Un intervento, quello di ieri, che si inserisce nell'ambito di un'indagine coordinata dal sostituto procuratore Guido Pani della Dda di Cagliari. Ci sarebbero- secondo le prime indiscrezioni- cinque persone coinvolte, iscritte nel registro degli indagati, nell'inchiesta per un presunto traffico organizzato di rifiuti. L'ipotesi degli inquirenti è che i capi di abbigliamento fossero pronti per essere messi in vendita o comunque sfruttati commercialmente. Secondo quanto trapela dalle indagini, non si sarebbe buttato via niente. I capi usati in migliori condizioni sarebbero stati rivenduti immediatamente. Mentre ci sarebbe stato mercato anche per quelli più usurati. Tutto interrotto dal blitz scattato ieri mattina intorno alle 11.30. Il tir era pronto all'imbarco nel traghetto per Napoli nel pomeriggio. Il problema di fondo? La destinazione dei capi: un conto- su questo lavorano gli inquirenti- è la donazione e un altro la commercializzazione del vestiario. Sulle indagini, scattate alcuni mesi fa, c'è la massima riservatezza. Si tratta di capire, in buona sostanza, passaggio per passaggio, quale possa essere il percorso degli indumenti donati alla Caritas. Soprattutto in occasione degli sbarchi dei migranti sono tanti i sardi che si mobilitano per dare una mano. In molti di persona, da volontari, come era successo per esempio nel centro di accoglienza allestito alla Fiera in occasione di uno degli ultimi sbarchi al Molo Rinascita di migranti raccolti dalle navi al largo delle coste libiche. E in tantissimi mettendo a disposizione quello che si ha in casa, soprattutto maglioni, pantaloni, magliette o scarpe inutilizzati. Una gara della solidarietà. Che spesso, per generosità, va oltre le aspettative. Risultato: merce in eccedenza. Che - su questo vertono le indagini- evidentemente viaggia verso altre destinazioni per soddisfare bisogni anche fuori dalla Sardegna. Come? Attraverso quali canali o intermediari? Sarà l'inchiesta a fare chiarezza su questi punti.
La Caritas mantiene la massima cautela. «Apprendiamo da fonti di stampa dell'indagine della Procura cagliaritana che ha portato al sequestro di un container contenente anche abiti che sarebbero stati dati alla Caritas stessa. La Caritas si augura che tutto venga presto chiarito – riporta una nota –. Esprimiamo la massima fiducia e disponibilità verso la magistratura».
Una prudenza anche comprensibile, legata al fatto che c'è un'inchiesta in corso. Un’indagine partita qualche mese dopo che alla Forestale erano arrivate alcune segnalazioni. E venuta alla luce con il sequestro preventivo operato ieri dagli uomini della Forestale.
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