La Nuova Sardegna

Iva Zanicchi, donna in cerca di guai

di Monica De Murtas
Iva Zanicchi, donna in cerca di guai

Protagonista al Teatro Verdi di una commedia brillante insieme con Corinne Clery e Barbara Bouchet

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Nuovo appuntamento con il cartellone di prosa del Teatro Verdi che questa sera e domani alle 21 presenta “Tre donne in cerca di guai”, commedia brillante tratta da un testo francese di grande successo, “Les Amazones”, di Jean-Marie Chevret. Lo spettacolo racconta le vicende tragicomiche di tre donne single interpretate da tre protagoniste della scena artistica nazionale: Corinne Clery, Barbara Bouchet e Iva Zanicchi dirette da Nicasio Anzelmo.

«Ad avere l'idea di tradurre il testo e portare sulle scene teatrali italiane lo spettacolo è stata Corinne Clery – dice Iva Zanicchi – che è rimasta affascinata dalla messa in scena vista a Parigi. Io sono stata contattata dalla produttrice Tonia Corsaro che ha pensato a me per la parte di Martine, una donna lasciata dopo innumerevoli anni di matrimonio dal marito che si è messo con una ragazza anoressica e ossigenata».

Questo spettacolo rappresenta per lei un debutto sulle scene teatrali?

«Sì, se si escludono alcune esperienze fatte tanti anni fa, una delle quali pensate con Walter Chiari. Il testo mi è piaciuto subito e ho colto questa bellissima occasione. Tra l'altro la proposta è arrivata in un momento in cui ero reduce da un'esperienza davvero deludente: la politica. Avevo voglia di respirare aria nuova».

Come si è preparata per questa nuova esperienza?

«Io non recito, faccio me stessa. Non ho studiato recitazione e non riuscirei mai ad entrare in una parte con tecniche attoriali tradizionali. Probabilmente il risultato è buono perché gli spettatori si divertono, registriamo il tutto esaurito e in tanti a fine spettacolo mi dicono: non sembrava che tu stessi recitando. Per me è il complimento più bello».

Quindi il personaggio di Martine le somiglia?

«Ma neanche un po’, non sono certo la tipa che si dispera perché un'amore finisce, e si piange addosso buttata sul divano. Se due si lasciano e perché si è spezzato qualcosa, pace. A parte che se ben ricordo son stata sempre io a lasciare. Anche se diversa dal personaggio le do comunque il mio modo di parlare, ci metto del mio».

Aveva già lavorato con Bouchet e Clery?

«No mai, ci conoscevamo appena. Corinne è stata mia ospite in un programma televisivo che conducevo anni fa. Con Barbara c'eravamo incrociate solo una volta, proprio qui in Sardegna, in vacanza».

Tre primedonne come riescono a dividere il palco?

«Noi tre benissimo, non lo dico per diplomazia. Fare una tournée non è solo lavorare insieme ma vivere insieme, dividere ogni momento della giornata e noi tre abbiamo davvero molto feeling. Questa cosa credo sia percepibile anche sul palco. Nella storia siamo tre amiche ed è questo che siamo diventate. Poi ognuna di noi ha un ruolo differente e il suo spazio peculiare nella storia».

Questa esperienza positiva con il teatro aprirà una nuova fase della sua carriera?

«Sono già arrivate delle proposte, ma il mio sogno nel cassetto è realizzare in teatro uno spettacolo musicale in cui possa cantare, oltre che recitare. Qualcosa di brillante che faccia ridere, perché io faccio ridere quando mi ci metto sa?»

Si è mai esibita in Sardegna?

«Come cantante tanti anni fa. Spero che ci sia un bel feeling col pubblico anche perché alla fine mi sento un po’ sarda anche io. Ho casa in Sardegna dal 1972 perché amo da sempre la Sardegna e i sardi. Siete unici, quando vivete lontani dalla vostra isola poi non fate che parlarne ed elogiarne, a ragione, i tanti pregi. A volte magari esagerate un po'. Secondo il mio compagno, tutto è stato inventato in Sardegna o, in alternativa, da un sardo. Stiamo insieme da trent’anni, si chiama Fausto Pinna».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il report

Vacanze, Assoutenti: «La Sardegna è la regione più cara d'Italia»

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative