La Uil: ai dipendenti negati gli arretrati
I lavoratori delle case di cura private aspettano da sette anni gli arretrati del contratto nazionale 2006-2010. La denuncia è firmata da Guido Sarritzu, coordinatore Uil, con un appello lanciato...
I lavoratori delle case di cura private aspettano da sette anni gli arretrati del contratto nazionale 2006-2010. La denuncia è firmata da Guido Sarritzu, coordinatore Uil, con un appello lanciato Regione. «È indispensabile - scrive il sindacalista - che la Giunta regionale, i commissari delle Asl e tutte le forze politiche in Consiglio regionale, intervengano nei confronti delle case di cura con le quali continuano ad avere un rapporto di convenzione, ma che non corrispondono ai lavoratori quanto dovuto». Secondo Sarritzu: «In un momento di grandi ed epocali rivoluzioni della sanità ritengo che la Regione debba tenere in seria considerazione i lavoratori della sanità privata troppo spesso bistrattati. Sono dieci - riepiloga il sindacato - le case di cura accreditate in Sardegna che forniscono un volume di prestazioni pari a circa al 3 per cento ma nel contempo erogano il 15 per cento delle prestazioni di ricovero offrendo occupazione a circa 1.500 persone, più l'indotto stimato in oltre 4mila unità. Ma i proprietari delle case di cura continuano a fare quello che vogliono». A sostenere la denuncia della Uil è stato il consigliere regionale Marcello Orrù (Psd’Az): «La situazione è diventata insostenibile e la Regione non può stare a guardare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google