La Nuova Sardegna

Lite per l’antenna tv: ucciso a colpi di pistola

di Kety Sanna
Lite per l’antenna tv: ucciso a colpi di pistola

Vittima un ex cantoniere di 71 anni, assassinato sulla porta di casa Il presunto killer è il vicino Mario Faris: una vita tra emigrazione e carcere

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INVIATO A LULA. Per Lula non c'è tregua. A un anno esatto dall’ultimo omicidio, quello di Angelo Maria Piras, avvenuto nelle campagne del paese, ieri poco dopo le 9,30, un pensionato ed ex cantoniere di 71 anni, Antonio Longu, meglio noto “Mustazzu”, è stato ucciso con tre colpi di pistola sull’uscio di casa. Tre proiettili sparati da distanza ravvicinata lo hanno raggiunto al capo e all’addome. Neppure il tempo di rendersi conto di ciò che stava accadendo, l’uomo è caduto riverso sul selciato ed è morto sul colpo. È stato raggiunto alle spalle, all’improvviso. Il suo presunto assassino, individuato immediatamente nonostante si sia reso irreperibile per qualche ora, è un vicino di casa. Si tratta di Mario Faris alias “Marteddu”, operaio in pensione di 74 anni, che dopo una vita da emigrato, dopo aver scontato una pesante condanna per l’omicidio della moglie in Germania, aveva fatto rientro in Sardegna.

Le liti. Anche Faris abitava, come Longu, nella palazzina gialla, su due piani e dai muri scrostati che ospita quattro appartamenti. Vittima e omicida vivevano al primo piano dello stabile in via Dei Mille, erano dirimpettai e litigavano spesso. L’ennesima lite condominiale ieri si è trasformata in tragedia. Alla base pare ci fossero futili motivi: per esempio il malfunzionamento dell’antenna della tv che, secondo il presunto assassino la vittima manometteva per fargli un dispetto, oppure ancora la custodia della legna che entrambi tenevano in un box nel cortile. Inutili i tentativi di conciliazione da parte di Longu che poi parlava al bar di quelle furibonde litigate. Un amico meccanico da tempo lo aveva pure messo in guardia da Faris, un uomo particolare che non ispirava fiducia a nessuno. Pare che “Mustazzu” avesse detto anche alle forze dell'ordine che il suo vicino girava armato e che, visti i suoi precedenti penali, non poteva certo avere un’arma legalmente detenuta. Chissà, magari iniziava ad averne paura.

Gli spari. Ieri mattina le esplosioni delle pistolettate si sono sentite in tutto il paese. Nessuno però ci ha fatto caso: si è pensato agli ultimi botti per il nuovo anno. Poi la scoperta. Una donna ha notato il corpo riverso a terra di Antonio Longu. In un primo momento ha pensato ad un malore. Poi però ha visto il sangue vicino al cadavere e ha capito tutto. Ha chiamato immediatamente aiuto: dalle case vicine sono scese in strada altre persone. Poi l'arrivo dei carabinieri della stazione del paese che hanno delimitato l'area e non hanno più permesso a nessuno di avvicinarsi. E mentre veniva avvisata la sorella della vittima, un'infermiera in pensione, già in paese passava di bocca in bocca il nome del presunto autore del delitto.

Il malore. Mario Faris (che è stato iscritto nel registro degli indagati ma non è stato arrestato), pare che subito dopo l'omicidio abbia fatto tappa in un bar e poi, a bordo della sua motocarrozzella abbia raggiunto Nuoro. Colto da un malore all'interno di un market, è stato portato in ospedale e ricoverato. Il magistrato titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Andrea Ghironi, sta valutando la sua posizione. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Nuoro diretti dal maggiore Marco Keten e i colleghi della compagnia di Bitti, al comando del capitano Gianluca Solla hanno lavorato per tutta la giornata per ricostruire l'accaduto. Cercano ancora l'arma del delitto di cui l'omicida potrebbe essersi liberato durante la fuga. I militari hanno setacciato le cunette della strada che porta al Sologo fino alla 131 Dcn. Ieri mattina davanti allo spiazzo di via Dei Mille, sul quale si affacciano altre due abitazioni di edilizia popolare, il solito gruppo di curiosi ha fatto da cornice alla scena di un delitto da tutti considerato assurdo.

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