Proposta choc della Lega: «Gli jihadisti all’Asinara»
L’idea di riaprire il carcere e portare là i terroristi è del segretario del Sappe Ma viene subito rilanciata da Calderoli e Maroni. Nell’isola scoppia la rivolta
SASSARI. L’isola come Caienna d’Italia. Come luogo di condanna lontano dal mondo in cui confinare i terroristi. Ma l’inferno dei reclusi da quasi 20 anni è diventato una delle perle per turisti più pregiate della Sardegna. Il passato dell’Asinara da supercarcere per mafiosi e brigatisti è solo una cartolina buona per i visitatori.
Ma forse Donato Capece, segretario del Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, neanche lo sa. Il sindacalista ha proposto di spedire tutti gli jihadisti dentro il carcere dell’Asinara, perché in questo modo non avrebbero contatti con il mondo. Un ritorno all’economia delle celle che subito raccoglie l’entusiastica adesione del governatore della Lombardia Roberto Maroni e del senatore Roberto Calderoli. I due leghisti con una grande intuizione considerano la Sardegna come luogo ideale per la deportazione dei terroristi. Per isolarli dal mondo. Maroni nel suo profilo twitter lancia un interessante dibattito “Per il sindacato polizia penitenziaria i terroristi islamici vanno rinchiusi all'Asinara. Che ne dite?”. Calderoli è ancora più diretto. «Portiamo i terroristi all’Asinara, facciamolo per la nostra sicurezza nazionale, ma anche come deterrente per i potenziali jihadisti, in modo che sappiano cosa li aspetta in caso di cattura, ovvero un carcere duro e l'isolamento totale dal mondo esterno».
Ma l’entusiasmo non contagia. Gli stessi leghisti di Sardegna contestano la scelta. «Siamo per il carcere duro – dice il coordinatore regionale di Noi con Salvini, Daniele Caruso –, ma non all’Asinara».
Idea bocciata anche da Giorgia Meloni, segretario nazionale dei Fratelli d’Italia. «Chi fosse rinchiuso per atti di jihadismo andrebbe detenuto in regime di 41 bis, il luogo però non potrebbe essere il carcere dell’Asinara, chiuso nel 2002, oggi parco nazionale. La Sardegna ha bisogno di attrarre turismo».
Caustico il deputato di Unidos Mauro Pili. «Jihadisti all’Asinara? Certo che no. L’isola è un parco naturale, non una discarica di terroristi. Calderoli lancia, per dirla con il suo gergo, una proposta porcata. È la solita battuta da osteria, bene farebbe a ritrattare questa stupidaggine ciclopica. Qui accettiamo solo turisti e respingiamo al mittente esternazioni gratuite e stupide». L’idea viene criticata anche dal coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci. «Basta. Si rassegnino una volta per tutte: l'Asinara non sarà mai più un carcere – dice Cappellacci –. È una storia chiusa. La Sardegna ha avviato un percorso orientato al turismo sostenibile. Vogliamo che l’Asinara diventi l'emblema di uno sviluppo che porti non solo benessere economico ma anche un miglioramento della qualità della vita». (l.roj)
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