LE DICHIARAZIONI»SFIDA PER IL RILANCIO
CAGLIARI. Primo «sostenere la ripresa», secondo «ridurre il deficit della sanità», terzo «massimo impegno per non gettare via neanche un euro nostro, dello Stato e dell’Europa». I tre pilastri della...
CAGLIARI. Primo «sostenere la ripresa», secondo «ridurre il deficit della sanità», terzo «massimo impegno per non gettare via neanche un euro nostro, dello Stato e dell’Europa». I tre pilastri della Finanziaria 2016 sono questi. Il presidente Francesco Pigliaru, meno tecnologico del solito con gli appunti su carta e non sull’I-pad, e l’assessore al Bilancio Raffaele Paci, che fa sapere subito di aver risparmiato persino sulle fotocopie, hanno presentato la loro seconda creatura contabile senza uscire mai dal ruolo. Il primo è stato politico e sanguigno in ogni suo intervento, mentre al vicepresidente è spettata la parte del freddo contabile impegnato a spiegare un’infinità di documenti e altrettante tabella. Anzi, l’assessore un passaggio extra se l’è concesso. È stato quando ha dovuto parlare del problema dei problemi: la super Irpef salva sanità. «Finora – ha detto – eravamo l’unica Regione che imponeva un’aliquota uguale per tutti i contribuenti ed era ingiusto. Da quest’anno, solo a chi guadagna oltre i 28mila euro all’anno abbiamo chiesto un contributo straordinario e speriamo per il tempo più breve possibile, mentre per gli altri, i meno abbienti, le tasse regionali saranno più basse». Ed è molto probabile che questo virgolettato sia servito a lui e al governatore al suo fianco per ricordare al mondo che «noi siamo e restiamo comunque un Giunta di centrosinistra».
Pigliaru. Senza enfasi e con parole precise – quelle dell’economista – il governatore ha detto: «Quello che verrà sarà un anno cruciale. Nel 2015 ci sono stati finalmente i primi segnali di ripresa nell’economia e nell’occupazione, e noi vogliamo consolidare la risalita». È l’inizio di una possibile riscossa e «a noi spetta il compito di mettere sempre più in ordine la spesa, a cominciare dalla sanità, perché l’intero sistema Regione rientri nei costi standard e nell’efficienza». Per poi lanciare un messaggio ancora più diretto: «Dobbiamo riuscire insieme a colmare il disavanzo della sanità e per questo abbiamo chiesto a chi ha le possibilità un contributo straordinario. Se dovessimo riuscirsi, come speriamo, alla fine avremo più soldi da investire nello sviluppo». Ora se non fosse per i fondi europei, invece il sostegno a favore della crescita sarebbe poca cosa. È per questo – senza dirlo – che proprio sulla spesa sanitaria e anche le riforme («Qui dobbiamo accelerare») il governatore ci ha messo proprio la faccia e fra poco più di un anno, semmai nel giorno in cui presenterà la sua terza Finanziaria, si capirà se avrà vinto o perso.
Paci. Di sanità e risparmi ha parlato molto l’assessore al Bilancio. Messo alle strette sul contributo che la «macchina Regione» darà al risanamento dei conti, ha parlato di «dieta» dovunque – da Sardegna ricerche alle Agenzie – con l’annuncio che «abbiamo cominciato a mettere ordine anche negli affitti». La manovra – a suo dire – è stata fatta con molta attenzione» ed «è per questo motivo che c’è voluta una settimana in più del previsto prima di trasmettere il disegno di legge al Consiglio regionale». Poi ha detto: «Su istruzione, lavoro e competitività non abbiamo tagliato e anzi questi assessorati potranno spendere qualcosa in più rispetto al 2015». Non è un miracolo, ha aggiunto: «Sulla sanità abbiamo messo in campo un bel gioco di squadra che ci farà risparmiare, mentre la chiusura della Vertenza entrate sono arrivati i milioni extra che ci servivano». (ua)
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