La Nuova Sardegna

Trivelle, sale la protesta nell’isola

di Silvia Sanna
Trivelle, sale la protesta nell’isola

Il governo autorizza ricerche alle Tremiti. Ganau: avanti verso i referendum

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SASSARI. Il via libera alle trivelle alle Tremiti fa tremare anche un’altra isola. Perché l’autorizzazione concessa a sorpresa dal ministro Guidi rimette in discussione qualsiasi certezza anche per la Sardegna. Protagonista, insieme ad altre 9 regioni, della battaglia contro le ricerche in mare e sulla terraferma. La decisione del governo per le isole nel parco naturale del Gargano (provincia di Foggia) è datata 22 dicembre: il decreto ha anticipato di qualche giorno l’inserimento nella legge di stabilità degli emendamenti con i quali il governo ha eliminato alcune norme contestate, stralciando gli articoli dei decreti Sblocca Italia (governo Renzi) e Sviluppo (governo Monti). Di fatto, con quell’operazione, il governo aveva fatto intendere di voler evitare il ricorso ai referendum cercando una soluzione che accontentasse le regioni. Ora il decreto del ministro Guidi fa sollevare i toni e rafforza la volontà di arrivare alla consultazione popolare per mettere al sicuro l’ambiente dall’azione delle trivelle.

A rappresentare la Sardegna nel comitato delle regioni è il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau che non nasconde il fastidio per «l’atteggiamento ambiguo del governo. Non possiamo né giustificare né comprendere un atto che non era previsto, il decreto del governo evidenzia la grande difficoltà a intervenire sul tema – sottolinea Ganau –. La nostra posizione è chiarissima, vogliamo bloccare le concessioni e per questo riteniamo opportuno che debba esprimersi la corte costituzionale. Non crediamo infatti che un intervento di abrogazione complessiva del piano possa essere affidato alla sola legge ordinaria dello Stato». In ogni caso, il decreto sulle isole Tremiti (contro il quale il presidente della Puglia Emiliano ha annunciato battaglia durissima), irrigidisce le posizioni e i toni del confronto. «Sinora il governo aveva manifestato la volontà di evitare il ricorso al referendum, dimostrando una certa apertura. Sono stati inseriti degli emendamenti che anche se non sciolgono tutti i dubbi eliminano a nostro giudizio alcuni aspetti controversi. Ma sinora – dice Gianfranco Ganau – non è mai stato accettato il confronto con le regioni. Non solo: abbiamo trovato un muro di fronte a modifiche sostanziali sollecitate con forza e le attuali concessioni sono state sospese per un anno, che senso ha? Ora il decreto sulle Tremiti – conclude Ganau –, che rafforza il percorso verso i referendum».

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