Vertice sul futuro della chimica a Roma
Una delegazione di lavoratori e di sindacalisti sarà presente all’incontro con il ministro Guidi e l’ad di Eni Descalzi
PORTO TORRES. Un viaggio per continuare a lottare per difendere il loro futuro. I lavoratori della chimica in Sardegna fanno rotta verso Roma.
Il fronte sindacale si unisce per cercare di salvare il progetto chimica verde e chiede un’ampia partecipazione della politica sarda (sindaci, amministratori regionali e parlamentari del territorio) al presidio che si terra questa mattina davanti al ministero dello Sviluppo Economico. Nella stanza dei “bottoni” si svolgerà infatti una riunione importante per definire presente e futuro dell’area industriale della Marinella – presieduta dal ministro Federica Guidi - per discutere della vertenza Versalis. «Chiediamo il sostegno e la partecipazione diretta al presidio che si terrà oggi a Roma al Mise – dicono i segretari Uiltec-Uil Giovanni Tavera, Filctem-Cigl Massimiliano Muretti e Femca-Cisl Luca Velluto –. Vorremmo che le massime istituzioni locali siano al nostro fianco così come dichiarato nell’assemblea pubblica del 27 novembre. Lo stabilimento non deve chiudere». Un appello che i tre segretari estendono a tutti. E soprattutto alla parte politica che rappresenta i cittadini del territorio che vivono e lavorano all’interno del petrolchimico di Porto Torres.
Hanno a cuore il futuro di migliaia di posti di lavoro. La scelta sempre più controversa dell'Eni di cedere Versalis a un fondo di investimento aggiunge dubbi sulla effettiva possibilità che lo stabilimento turritano possa ripartire così come previsto della riconversione industriale concordata nel giugno del 2011.
Gli investimenti previsti in quel protocollo d’intesa rischiano seriamente di sparire – senza che la politica abbia contrastato efficacemente l’azione del cane a sei zampe – dimenticando che stati spesi 200 milioni di euro per il progetto chimica verde. Soldi che hanno portato un po’ di ossigeno nel nord Sardegna.
Ora si rischia di mandare a casa una forza lavoro formata da padri di famiglia. «Ma questo non è tutto – aggiungono i tre segretari – se si pensa alle opportunità che possono dare gli investimenti previsti o a quelle offerte, anche in queste precarie condizioni, come la recente selezione in Matrica, svolta per pochi posti di lavoro attraverso una agenzia interinale e alla quale hanno partecipato centinaia di persone».
Opportunità che il territorio non può permettersi di perdere. Il fondo di investimento interessato a rilevare quote di maggioranza Versalis non ha interesse per i progetti della chimica verde in Italia. Il coordinamento sindacale nazionale del gruppo Eni aveva dichiarato 2 ore di sciopero il mese scorso, lo stesso giorno che si è svolta l’assemblea nazionale dei delegati Eni, per dire no al disimpegno industriale di Eni in Italia e aprire il confronto con l’azienda e il governo. «Non possiamo lottare da soli contro questa scelta – concludono Tavera, Muretti e Velluto –. Tutti devono essere consapevoli e capire che tale decisione sarà la fine della chimica in Italia e dello stabilimento di Porto Torres, tutti dobbiamo dire no e agire contro questa scelta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
