La Nuova Sardegna

Finanziaria, le macro aree valgono oltre due miliardi

Le prime quattro: scuola e università, lavoro, sostegno alle imprese e trasporti I progetti della giunta Pigliaru per sostenere la ripresa con la Legge di stabilità

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CAGLIARI. La Finanziaria è stata promossa: ora è una «Legge di stabilità», titolo molto più nobile della solita e popolana contabilità. Venerdì è stata sdoganata e fra una decina di giorni, dopo il via libera alla riforma degli Enti locali, sarà assegnata alla commissione Bilancio.

Come sempre il percorso della manovra contabile sarà lungo, durerà almeno un mese e mezzo e pieno di trappole. La proposta della Giunta dovrà difendersi non solo dallo scontato fuoco nemico ma anche da quello amico, il più rischioso.

In molti cercheranno di mettere le mani nella manovra da 7 miliardi e 400 milioni licenziata dalla giunta Pigliaru anche se i margini di manovra sembrano stretti non tanto nelle entrate, sono pressoché blindate, quanto in quelle che una volta erano le poste di bilancio e ora – altro cambio di nome – sono missioni. Otto sono le strategie o macroaree di spesa su cui ha puntato l'assessore al Bilancio Raffaele Paci, ecco le prime quattro.

Istruzione. 252 milioni. Confermato che la Sardegna è purtroppo in testa alla classifica nazionale sull'abbandono scolastico – il 25 per cento contro una media altrui del 17 – ed è anche sua una delle quote più basse in Italia ed Europa di trentenni-trentacinque diplomati o laureati, il finanziamento sarà diviso in parti uguali fra Regione (123 milioni) e fondi europei (129). Nel dettaglio, al sistema scuola andranno 92 milioni canalizzati nel progetto Iscol@, a sua volta suddiviso in programmi per migliorare l'offerta degli istituti, garantire il diritto allo studio, «aumentare le competenze degli studenti» ed «elevare gli standard della formazione degli insegnanti». Alle università, altro pilastro, andranno 109 milioni fra Cagliari, Sassari e sedi decentrate. Nello stesso pacchetto, le risorse per Ersu, borse di studio, ricerca e studi all’estero. Trentasei milioni saranno investiti per costruire o ristrutturare scuole e facoltà.

Lavoro. 212 milioni. È la strategia in cui i fondi europei incidono di più, con il 61 per cento del finanziamento. Nella relazione di accompagnamento c'è scritto: «Particolare attenzione è stata dedicata alle politiche attive», dunque «vogliamo far diminuire la disoccupazione che nel 2015 è scesa dal 19 per al 16 per cento». Fra le linee guida i 23,6 milioni per le micro-imprese e le cooperative, i 38,9 milioni destinati all’occupazione femminile e giovanile e i 14 a favore di non meglio definite «azioni innovative». Con 21 milioni, la Giunta ha rifinanziato gli interventi di flexicurty per «favorire il rientro dei lavoratori senza più la copertura degli ammortizzatori sociali». Poco più di 30 milioni e mezzo è la voce contabile per riorganizzare l’Agenzia del lavoro, che assorbirà i Centri per l’impiego. Diciannove milioni alla formazione professionale e 64,8 fra cantieri verdi e comunali, lavori socialmente utili e imprecisati interventi speciali.

Competitività. 512 milioni. La novità è «nel voler superare gli inutili steccati tra le tipologie d’imprese e «puntare a un approccio unitario per lo sviluppo complessivo del sistema economico». Il 60 per cento delle risorse arriverà dal bilancio regionale, il resto dall’Europa. Metà del totale, 263 milioni, saranno destinati alla tecnologia e all’innovazione, all’export e alle reti d’impresa. Due i fondi specifici: 92 milioni per le aziende culturali e turistiche e 156 a favore di quelle agricole e agroalimentari. A far da contorno: microcredito, star-up e fondo di garanzia.

Trasporti. 538 milioni. L’82 per cento risorse regionali, il 18 europee. Poco più di 209 milioni saranno destinati al rilancio del trasporto pubblico su gomma ed azzerare i debiti pregressi con l’Arst. Altre risorse arriveranno dalla privatizzazione della compagnia marittima Saremar. Il nuovo contratto con Trenitalia potrà contare su buona parte dei 94 milioni stanziati per il «ferro», a cominciare dal treno veloce che dovrà essere più veloce. Il resto sarà destinato a completare le metropolitane di Cagliari e Sassari. La continuità territoriale costerà 110 milioni fra aerea (68) e marittima (42) ma qui il Governo ha promesso che ci metterà qualcosa di suo. (ua)

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