La Nuova Sardegna

Sugli enti locali è scontro in aula

Approvato il primo articolo. Il centrodestra: Cagliari favorita, Sassari penalizzata

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CAGLIARI. Non c’è nulla da fare: sulla riforma degli Enti locali maggioranza e opposizione continuano darsele di santa ragione. Il dibattito in aula è ripreso, ma nulla è cambiato. Come prima di Natale, il centrodestra continua a ripetere che «la legge è una follia istituzionale e ritirarla sarebbe l’unica soluzione». Agli attacchi il centrosinistra finora non ha risposto: la tattica scelta e quella del silenzio. Forse perché c’è ancora qualche problema interno da risolvere, nonostante l’ennesimo vertice di maggioranza stavolta voluto dal presidente Pigliaru. Sulla nuova mappa ci sono ancora delle resistenze, mentre l’auspicio della Giunta è che la legge sia sostenuta fino all’ultimo dall’intera maggioranza.

Lo scontro. Con appena un solo articolo approvato, il primo, continua lo stillicidio degli emendamenti. A scatenare un putiferio è stato quello che conferma: la città metropolitana sarà solo una e sarà Cagliari. Nel momento in cui la maggioranza ha approvato la correzione, il centrodestra ha gridato allo scandalo. Perché quel voto favorevole ha scatenato un effetto domino e sono decaduti una cinquantina di emendamenti destinati a rilanciare la proposta di Sassari città metropolitana e forse presentati anche per far risaltare fuori le contraddizioni in maggioranza. Il colpo non è riuscito e oggi la discussione andrà avanti con la solita lentezza.

Gli attacchi. «Avete certificato – ha detto il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis – che volete spaccare la Sardegna e condannare gli altri territori all’emarginazione». Per Michele Cossa (Riformatori): «Il pasticcio e la confusione sono ormai ufficiali», Marco Tedde (Fi) ha aggiunto: «La beffa è diventata realtà, le punizioni anche». Secondo Christian Solinas del Psd’Az «il centrosinistra con arroganza vuole imporre ai Comuni una legge impossibile». Ignazio Locci di Fi ha rilanciato: «Siete stati capaci di fare peggio del ministro Delrio, che è stato disastroso con la sua legge nazionale». È difficile dire quando la riforma sarà approvata a meno che il centrosinistra non decida la prova di forza, ma per mostrare i muscoli dev’essere compatto e non lo è ancora. (ua)

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