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Dario Fo: «Chi scrive deve distruggere le bugie»

Dario Fo: «Chi scrive deve distruggere le bugie»

L’attore presenta il nuovo libro e invita i giornalisti a raccontare storie che scuotano le coscienze

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MILANO. La parola zingaro nel titolo l'ha usata senza neppure voler prendere in considerazione se sia politicamente corretta o meno. «Si chiamano così, si sono sempre chiamati così – dice Dario Fo – La gente deve tornare a indignarsi e muoversi su fatti veri, drammi reali, come quello del romeno che anni fa venne bruciato dal suo datore di lavoro perché chiedeva di essere pagato». Storia alla quale dedicò un libro. L'ultimo, invece, si chiama “Razza di zingaro”, in uscita in questi giorni.

Fo, Premio Nobel nel 1997, ha voluto presentare ieri il libro (edito da Chiarelettere) a casa sua, tra i tanti cimeli della carriera. Protagonista il pugile di origine sinti Johann Trollman, nato nel 1907, il titolo di campione negato dalla Germania nazista, morto nel 1943 in un campo di concentramento. «È la storia di un grande campione, una storia che ancora si ripete in altre forme – ha raccontato – Trollman faceva paura, per la sua diversità, per il suo modo di salire sul ring, di fare pugilato non con l'idea cattiva, becera, malvagia, di abbattere l'avversario, ma spinto dalla voglia di dare spettacolo, giocare con ironia, leggerezza, di fare ridere, un po’ come l'attore sul palcoscenico: alle spalle però bisogna sempre avere una propria storia, qualcosa da raccontare».

È poi una storia vera, «perché una delle cose che deve fare chi scrive è raccontare storie che smuovono le coscienze di un popolo – continua Fo –. Lo scrittore, e anche i giornalisti, devono informare con ogni mezzo, avere senso dell'umorismo, della satira, in modo da contrastare e distruggere i tanti messaggi truffaldini, i falsi, le menzogne, le cose inventate».

Di poco chiaro, secondo Fo, ci deve essere molto nel caso del sindaco grillino di Quarto. «Il peso del movimento preoccupa molto il Pd e quindi bisogna trovare il modo di eliminarlo – dice Fo, da anni vicino ai 5 stelle – . Quello che sta accadendo è la fotografia ben chiara di quello che succede nel Pd che in un anno ha perso 10 punti, esattamente quelli rimontati dal Movimento 5 stelle: se si arriva a poter dire che il partito che si è sempre battuto contro certe cose se la faccia addirittura con la mafia è una bella soddisfazione». Ma è poco convinto anche dei fatti di Colonia: «C'è qualcosa che non quadra, voglio saperne di più prima di esprimere un giudizio».

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