La Nuova Sardegna

Finanziaria, missione salva-sanità

L’obiettivo: basta con il disavanzo. Gli investimenti su ambiente e infrastrutture

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CAGLIARI. Dopo istruzione, lavoro, competitività e trasporti, sono sanità, ambiente, infrastrutture ed enti locali le altre quattro macro-aree previste dalla Legge di stabilità regionale per sostenere la ripresa.

Sanità e inclusione sociale. 3 miliardi e 687 milioni. Definire Asl, ospedali, medicinali e affini una missione in cui investire sembra un azzardo. Come fanno dei costi a fruttare posti di lavoro e quant’altro? A dare la risposta è stato il presidente della Regione: «Dobbiamo risparmiare nella sanità e solo in quel momento avremo davvero più finanziamenti per lo sviluppo reale», è stata la spiegazione di Francesco Pigliaru. È per questo e non solo perché la sanità divora quasi la metà del bilancio della Regione che un capitolo della Finanziaria è dedicato al riordino del sistema sanitario. Il 98 per cento del finanziamento (aumentato di 350 milioni rispetto al 2015) è a carico della Regione, solo 57 milioni i fondi europei. Quasi 300 milioni saranno destinati alla copertura del disavanzo con l'avvio del piano di rientro triennale. Piano che, come si sa, ha quattro pilastri: riorganizzazione degli ospedali, rete sanitaria territoriale, Azienda emergenze-urgenze e l’Asl unica. Secondo la Giunta, con l’intervento drastico alla fine del 2018 il risparmio sarà di 328 milioni da reinvestire nelle altre macro-aree. All’operazione salva-sanità parteciperanno anche i cittadini con la super addizionale Irpef. Ma se il Governo dovesse impugnare l'aumento delle aliquote, la Giunta – ha annunciato l’assessore al Bilancio Raffaele Paci – chiederà un confronto per ridurre il peso degli accantonamenti. Nel 2016 sono 681 i milioni che la Sardegna non avrà e sarà questo il suo contributo (o accantonamento) alla copertura del debito pubblico nazionale. Basterebbe però riavere indietro 100 di quei 681 milioni per rendere meno drammatici i conti della sanità, ma questa è una storia ancora tutta da scrivere. Dalla Regione arriveranno anche i 263 milioni per l'inclusione sociale, la non autosufficienza, le patologie gravi, il progetto ritornare a casa e le povertà estreme.

Ambiente. 454 milioni. Il finanziamento sarà all’88 per cento a carico della Regione. Nel dettaglio: 185 milioni fra aree protette e politiche forestali, compreso il funzionamento dell'Ente foreste, e parchi naturali e aree inquinate. Per il monitoraggio delle bonifiche 45 milioni e 28 milioni ai progetti di sostenibilità. Con 183 milioni, sono stati finanziate «la prevenzione dei rischi ambientali».

Infrastrutture e agenda digitale. 512 milioni. Oltre alla quota del maxi mutuo acceso l'anno scorso, 361 milioni saranno fondi europei e 151 regionali. La quattro corsie Sassari-Olbia, l'edilizia residenziale, Piano Sulcis e infrastrutture in genere assorbiranno 441 milioni. Il progetto viabilità, 42. Poi sotto la stessa voce: servizio idrico, piste ciclabili, opere d'interesse locale, efficienza energetica degli uffici pubblici. Sono 60 i milioni con cui saranno finanziate l'Agenda digitale e la banda ultra larga.

Enti locali. 600 milioni. Il Fondo unico ai Comuni è rimasto quello del 2015 e i sindaci pare siano rimasti soddisfatti. Ma nella relazione di accompagnamento alla Finanziaria la Giunta ha scritto: «Ribadiamo l’urgenza – si legge – che la Conferenza Regione-Enti locali riveda al più presto i criteri con cui sono ripartite le risorse fino a garantire un maggiore equilibrio e la razionalizzazione delle spese». E questo vuol dire: la Regione dovrà trattare e visto com’è finito il confronto sulla riforma degli Enti locali, non bene, anche la Finanziaria potrebbe correre lo stesso rischio: essere rivoltata dal primo all’ultimo articolo. (ua)

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