La Nuova Sardegna

Ryanair e continuità territoriale, la Regione dice no a Renato Soru

di Luca Rojch
Ryanair e continuità territoriale, la Regione dice no a Renato Soru

L’assessore Massimo Deiana: pericoloso ora dare soldi alle low cost. Meglio la Ct1 per tutti. Gelo tra il segretario Pd e la giunta Pigliaru sulla strategia per il futuro dei cieli sardi

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CAGLIARI. La sfida è ad alta quota. È in punta di diritto europeo, ed è tutta sui trasporti. L'assessore Massimo Deiana risponde al segretario del Pd Renato Soru. L’europarlamentare ha con tutto il garbo istituzionale necessario demolito la politica dei trasporti aerei della Regione. Ignari missili incendiari lanciati non solo contro l'assessore, ma anche contro la giunta Pigliaru. Soru si è detto sicuro che la Regione saprà prendere la strada giusta. L’assessore restituisce, con garbo, le badilate.

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Incomprensioni. La battaglia dei cieli sembra far schiantare proprio la giunta. Anche perché Deiana spiega che la strategia su Ryanair è obbligata. L’isola è nel mirino dell’Ue dopo i disinvolti aiuti concessi nel passato. Difficile dare altri soldi che rischiano di dover essere restituiti. E anche sulla Ct1 è scontro. Soru chiede un ritorno al passato. Tariffe agevolate solo per i sardi. Deiana spiega che la Regione userà i 30 milioni ricevuti dallo Stato per fare prezzi low cost per tutti per 12 mesi.

Lo scontro. Lo scontro, in teoria filosofico, è tutto politico. Tra le diverse anime del Pd. Tra la linea pensata dal Soru e quella portata vanti dalla giunta. Anche se le parti continueranno a dire che non è vero.

Le ragioni della Regione. «La Regione deve rispettare le norme nazionali e Comunitarie. Le leggi europee non vietano qualunque intervento dei governi. Ma di solito sono da considerare vietati e solo eccezionalmente ammessi».

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La foresta di leggi. Dal 2005 al 2009 la Regione ha varato diverse leggi finite sotto la lente fi Bruxelles. «Sono state oggetto di esame e di procedura di infrazione da parte dell’Ue». Ma non è stata solo la Sardegna a incentivare le low cost. In tutta Europa si sono registrate 30 procedure di infrazione. Nel 2014 sono stati pubblicati i nuovi orientamenti, che prevedono requisiti più severi per conceder egli interventi. «Stessa cosa ha fatto il governo italiano – dice Deiana –, e non lascia molti margini. “I modi con cui i gestori aeroportuali e i vettori hanno negoziato gli incentivi per le rotte aeree, hanno creato difficoltà per la leale concorrenza del mercato”. Il Dipartimento per le politiche europee di Palazzo Chigi ha istituito un tavolo di lavoro congiunto con le Regioni, Sardegna compresa. Serve per armonizzare gli interventi e preparare un quadro nazionale sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree».

Il pasticcio della legge 10. Nel 2010 la Regione decide di varare la legge 10. Uno stanziamento di 19,5 milioni di euro per il 2011 e di 24 milioni per gli anni 2012 e 2013. La Regione alla fine del 2011 notifica la legge 10 in ritardo e dopo averla già fatta entrare in vigore. Giustificandola «come un intervento di sostegno a un servizio di interesse economico generale, di fatto smentendo se stessa e andando incontro a una nuova procedura di infrazione aperta nel 2013 contro tutti gli scali aeroportuali isolani che avevano ricevuto oltre 60 milioni di euro di sovvenzioni».

Il dialogo. La giunta Pigliaru ha aperto il dialogo con l’Ue per evitare la condanna degli scali sardi alla restituzione degli aiuti. «La Direzione generale della Concorrenza della Commissione ha preso in seria considerazione la nostra posizione, concordata con tutte le società aeroportuali dell’isola – dice Deiana –. Attendiamo il pronunciamento in tempi brevi. Un intervento oggi potrebbe essere molto rischioso. Non esiste ora un punto di riferimento interpretativo sulle linee guida. Abbiamo l’obbligo morale, prima che legale politico di non trascinare la Sardegna in avventure disinvolte, dettate da logiche tanto populistiche quanto superficiali, che presentano, anche dopo anni, il conto. Un conto, sempre salato e qualche volta catastrofico. Si vedano i precedenti degli aiuti al settore alberghiero e alla disastrosa esperienza della flotta sarda. Conto che non viene mai pagato dagli spregiudicati ideatori, sempre colpiti da imbarazzanti amnesie, ma da tutti i sardi».

La Ct1. Deiana risponde anche sulla continuità territoriale con Roma e Milano. «È un modello che ha novità e miglioramenti. Dal 2001 a oggi ci sono stati almeno 6 differenti modelli. «Ora c’è il finanziamento a totale carico del bilancio regionale: 57,5 milioni all’anno per 4 anni. Di questi, 44 milioni sono impiegati per coprire i costi della CT1. Il modello prevede una tariffa unica agevolata uguale per tutti per nove mesi l’anno, e una tariffa differenziata per i non residenti per i tre mesi estivi». Deiana conferma la scelta. «La Giunta valuta in modo critico l’aggravio delle tariffe per i non residenti nei tre mesi estivi. Si penalizza chi dovrebbe essere incentivato. Si scoraggia la scelta della destinazione Sardegna. Abbiamo chiesto al governo di farsi carico dei costi in questi tre mesi. Roma è intervenuta con 30 milioni che la giunta vuole destinare alla parificazione tariffaria fra residenti e non per tutti i 12 mesi, all’aumento dei voli. Ma vogliamo anche prevedere collegamenti ad alta frequenza».

CT2. La Ct2 ha gravi criticità. «È impossibile l’applicazione corretta. Sulla gran parte delle rotte in sovvenzione ci sono vettori che volano in condizione di libero mercato. La Giunta ha ritirato il decreto nel 2014 e ha individuato nuovi sistemi di intervento. Si potrebbero porre oneri su alcune rotte di CT2 con una gara, ma senza prevedere la contestuale attribuzione della rotta stessa in monopolio».

Winter links. La giunta ha deciso di puntare su un sistema di rotte per collegare l’isola con sei capitali europee di Spagna, Francia, Regno Unito, Svizzera, Germania e Benelux. «La spesa media sostenuta dai turisti stranieri durante la loro permanenza in Sardegna porta nell’isola solo dal punto di vista fiscale un rientro che giustifica l’operazione. Si procederà con invito a tutti i vettori aerei a presentare manifestazioni di interesse per un collegamento,bi o tri settimanale».

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