La Nuova Sardegna

Un viaggio nel tempo con i riti del carnevale

di Luciano Piras
Un viaggio nel tempo con i riti del carnevale

Da sabato in edicola con la Nuova le stampe delle maschere

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MAMOIADA. E pensare che il primo documento iconografico di un mamuthone completo di maschera, pelli e campanacci, è dei lontani anni Trenta! Un disegno di Uberto Bonetti, un vero futurista, profeta dell’areopittura, toscano di Viareggio che tra il 1934 e il 1936 viaggiò per la Sardegna. Lo ha ricordato Paolo Piquereddu, membro del consiglio direttivo dell’International council of museums, per anni deus ex machina dell’Isre di Nuoro, presentando a Mamoiada, martedì sera, le sei stampe che La Nuova Sardegna distribuirà a partire da sabato prossimo. “Le maschere del carnevale sardo”: sei opere da collezione firmate da un artista trentunenne di Sassari, Luigi Crobu, tanto giovane quanto padrone assoluto delle matite colorate.

Sue le immagini di questa nuova avventura editoriale, che sembra un ritorno al passato, visto il precedente storico di Bonetti, ma che in realtà è una scommessa sul futuro, vista la giovane età dell’autore dei disegni e l’innovativa sfida del quotidiano, sempre più radicato nella realtà di tutti i giorni della Sardegna, sempre più vicino ai sardi della Sardegna e del mondo. Tradizione e innovazione, passato e futuro, e viceversa, sono i binomi risuonati nel Museo delle maschere mediterranee, alla presentazione della collana. Aperta non a caso dalle launeddas di Roberto Tangianu, musica ancestrale e misteriosa, quanto arcaiche e affascinanti sono le maschere del carnevale sardo: Boes e Merdules di Ottana, protagoniste della prima uscita; Mamuthones e Issohadores di Mamoiada; Thurpos ed Eritaju di Orotelli; Componidori di Oristano; Urthos e Bottudos di Fonni; su Bundu di Orani. Sei maschere riviste da Luigi Crobu con un lavoro certosino di tratteggio e sfumature su carta cotonata ruvida da acquerello. E proprio acquerelli sembrano queste sei opere, tanto è evidente l’amalgama dei colori, realistici, quasi fotografici. Disegni che parlano, fatti rigorosamente a mano che Mario Paffi, direttore del Museo delle maschere di Mamoiada (partner dell’iniziativa della Nuova), ha elogiato anche dal punto di vista della ricerca scientifica, della ricerca viva sul campo.

«Sei opere di grande pregio» le ha definite Giuliano Marongiu, presentatore della serata, maestro dello spettacolo e paladino delle tradizioni isolane, davanti allo stesso artista, particolarmente emozionato per questo suo esordio in grande. Lui che ha la passione per le matite colorate fin da quando era un bambino, anche se è da poco più di un anno che vi si dedica anima e corpo, dopo la laurea in Scienza della comunicazione. «Luigi Crobu ha fatto un lavoro eccezionale – ha sottolineato il direttore della Nuova Sardegna Andrea Filippi –, con uno stile moderno e dinamico e allo stesso tempo rispettoso delle tradizioni». Tradizioni che affondano le proprie radici nella notte dei tempi e che puntualmente rivivono di anno in anno, come succede a Carnevale. Un viaggio che ora parte anche in edicola, in sei tappe, di sabato in sabato, con sei stampe.

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