La proposta: la continuità la deve pagare lo Stato
Sabatini e Lai: «Troppo alti i costi per Ct1, Ct2 e low cost, ci pensi il governo» Deiana: «Serve prudenza per evitare nuove infrazioni da parte dell’Europa»
CAGLIARI. Motori a tutta per far decollare il piano dei trasporti aerei. La Regione spinge sul gas prima che la pista finisca. L’assessore Massimo Deiana lascia a terra le polemiche con Soru, incontra i 66 sindaci del Nord dell’isola e porta avanti il suo disegno sul futuro del traffico aereo. L’assessore cerca di convincere l’Europa, ma frena sugli aiuti. Mentre all’interno del Pd si fa largo un’altra idea. Che il costo della continuità e delle low cost se lo accolli lo Stato.
Caccia bombardieri. Deiana deve schivare i missili presidenziali che arrivano non solo dall’opposizione, Cappellacci e Pili, ma anche dalla maggioranza, Soru. Mauro Pili pretende di abbassare il costo dei biglietti di oltre il 40 per cento. Il calo del costo del carburante di oltre il 60 per cento dovrebbe rendere possibile far calare i prezzi dell’Olbia-Roma a 25 euro dell’Olbia-Milano a 30. Deiana ribatte. «Pili non ricorda che il costo dei biglietti è calato del 10 per cento proprio per la diminuzione del prezzo del carburante. Ma la riduzione può essere fatta solo nel rispetto della convenzione». Ugo Cappellacci punta il dito contro la scelta della Regione di accollarsi il costo dei trasporti «È stato un clamoroso errore, compiuto con l’accordo Soru-Prodi del 2006 e con l’attuale presidente della Regione, Francesco Pigliaru, in veste di assessore». Soru con un lungo comunicato ha spiegato perché è convinto che l’Europa consenta gli aiuti per gli aeroporti. Che la Ct1 debba valere solo per i sardi e la Ct2 debba essere riesumata.
Cambio filosofico. Il rischio è una sorta di tutti contro tutti. Ma nel dibattito caotico si aggiunge una nuova variabile. Un cambio filosofico. A gettarla sul tavolo della discussione è il presidente della commissione Bilancio in Regione Franco Sabatini. «Non è più sostenibile per la Sardegna che la Regione si accolli il costo dei trasporti – dice Sabatini –. Deiana ha ragione, ed è doverosa prudenza della Regione scongiurare un’eventuale procedura di infrazione dell'Unione europea sull’impiego delle risorse regionali attraverso il meccanismo del co-marketing». Il pacchetto sulle casse regionali pesa 150 milioni di euro all’anno. «Si deve riportare in capo allo Stato la garanzia del diritto alla mobilità dei sardi». Quasi in contemporanea rilancia lo stesso concetto il senatore Silvio Lai. «Si capisce la prudenza della Regione che non vuole ripetere i casi delle leggi sull'agricoltura o sugli alberghi, che sono ricadute sugli imprenditori portandoli al fallimento. Fare bene, e concordare le nuove procedure con attenzione, è prioritario rispetto al fare presto ma male che ha caratterizzato proprio le giunte Pili e Cappellacci. Non posso poi non apprezzare il coraggio del presidente della commissione Bilancio che, al contrario delle facili promesse con i soldi pubblici, inizia ad affermare la necessità di rivedere alcune politiche di intervento pubblico regionale». Deiana evita lo scontro, ma non rinuncia a dire la sua. «Accollarsi il costo dei trasporti fu una scelta di Soru – spiega –. Ma è sbagliato valutare le scelte non contestualizzandole. Alcune decisioni possono essere giuste nel momento in cui sono fatte. Allo stesso tempo non dobbiamo pensare che siano eterne e immutabili. Si possono ridiscutere».
Dead line. Nessuno ha tra le mani il calamitone per mantenere gli aerei di Ryanair incollati sulle piste dell'isola. Il fondo dei privati continua a mettere insieme adesioni, ma il salvadanaio si riempie ancora con troppa lentezza. La politica si frantuma in un mosaico di posizion e forse il tempo per discutere non c'è più. Almeno per evitare l'addio di Ryanair. Entro gennaio la compagnia irlandese definirà le sue rotte. «Di solito la consuetudine per chi ha una strategia di prezzi molto aggressiva è definire le destinazioni tra la metà e la fine di gennaio – conferma Deiana –. Ma credo che Ryanair alla fine non taglierà tutte e 22 le rotte».
I segnali. Un primo segnale che il mercato non è morto arriva dalla decisione di Vueling di coprire la Cagliari-Barcellona, una delle 22 tratte che Ryanair vuole tagliare. Nessun entusiasmo. «La valuto in modo positivo – continua Deiana –. In natura e in economia non esiste il mercato. Se c’è una richiesta su una rotta ci saranno altre compagnie. Questo non significa che non dobbiamo portare avanti la nostra battaglia».
L’Europa. «In questo momento ci giochiamo molta della nostra credibilità – conclude Deiana –. Se non riuscissimo a uscire indenni dalla procedura di infrazione sarebbe un disastro per gli aeroporti, costretti a restituire 60 milioni di euro. Alghero da solo ne dovrebbe 34. Ecco perché abbiamo la massima prudenza. Se l’Ue dirà che la legge 10 è compatibile il giorno dopo varerò la legge 10 bis».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
