Regione, via al registro per i tumori
A Sassari e Nuoro è già attivo da decenni, nel resto dell’isola lo sarà da giugno
CAGLIARI. Come sempre prima sono partiti i volontari – Sassari ha cominciato a raccogliere i dati nel 1992, Nuoro una decina di anni fa – ma da giugno dovrebbe esserci finalmente anche l’atteso Registro tumori regionale. Il percorso è stato lungo, la legge è del 2012, ma uno dei tanti “buchi” della sanità – stavolta nel «cruscotto del governo clinico», secondo l’assessore Luigi Arru – sta per essere tappato. Pochi giorni fa la Giunta ha approvato il regolamento per la gestione dell’indagine che a breve passerà all’esame del Garante della privacy (i dati nei registri sono molto sensibili) e poi del Consiglio regionale per essere votato e approvato. Con questo risultato: se finora la copertura sull’incidenza delle patologie tumorali in Sardegna è stato solo sul 45 per cento della popolazione, i residenti nei Comuni del Nord-Ovest, del Nord-Est, del Nuorese, in Ogliastra e nell’Oristanese, a cominciare dal prossimo anno sarà totale. Primo perché anche il Sud dopo una lunga attesa avrà un suo registro territoriale che invece (notare l’assurdità) non aveva nonostante a Cagliari da sempre sia presente l’ospedale di riferimento nazionale per i tumori, il Businco. Secondo: i dati dei tre centri di raccolta saranno coordinati da una struttura regionale unitaria (finanziata con 42 milioni in tre anni) e a quel punto si conoscerà con certezza qual è stata a partire dal 2010 e quale sarà in futuro l’incidenza delle malattie cancerogene nell’isola. Oggi il dato è ancora parziale, con la macro area sassarese, comprende anche Porto Torres e la Gallura, che dichiara una media di 400-450 casi ogni 100mila abitanti e anche quella Nuorese è sulle stesse cifre. Da questi primi due censimenti emerge – hanno detto i responsabili dei registri Mario Budroni (Sassari) e Mario Usala (Nuoro) – che la Sardegna è appena al di sotto della media nazionale, mentre nell’isola è più bassa la vita media dei pazienti ai quali è stato diagnosticato un tumore e poi operati o sottoposti a radioterapia. Ma il Registro non sarà solo un assemblaggio di numeri e statistiche: «Dovunque – ha detto l’assessore Arru – è riconosciuto come il miglior strumento per programmare i pilastri della prevenzione, della diagnosi e della cura delle patologie neoplastiche. Subito dopo – ha proseguito – ci darà la possibilità di organizzare controllare e valutare i servizi e gli interventi da realizzare sul territorio». C’è dell’altro: una volta per tutte la Sardegna dovrebbe avere dati ufficiali anche su come pesano sulla salute dei cittadini i fattori ad alto rischio. Due su tutte: le aree industriali, ad esempio l’Istituto nazionale della sanità ha messo di recente sotto osservazione quella di Porto Torres, o le basi militari, leggi Quirra, al centro anche d’inchieste della magistratura sull’utilizzo o meno di uranio impoverito. «Con i dati raccolti per via telematica – ha detto l’assessore – potremmo mettere a confronto le cartelle cliniche, i certificati di morte e gli altri dati necessari. Li elaboreremo e avremo un quadro reale della situazione e anche la possibilità di intervenire in quei territori dove riveleremo un aumento anomalo di patologie tumorali». (ua)
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