Si accendono i falò di Sant’Antonio
Gli appuntamenti a Mamoiada, Ottana e Orotelli. Domani con il giornale la prima stampa
NUORO. Si riaccende in Sardegna la magia del rito dei fuochi di Sant'Antonio. I tradizionali falò dedicati al santo ritornano a rischiarare con le imponenti fiamme l’oscurità dall’imbrunire già da domani in numerosi centri dell'isola. Una delle feste più antiche e cariche di fascino. Un rito millenario e propiziatorio, tra sacro e profano e che anticipa il Carnevale. Anche La Nuova Sardegna dà un importante contributo a questi antichissimi riti: da domani sarà possibile acquistare col giornale sei stampe artistiche realizzate dal giovane disegnatore Luigi Crobu. Per sei settimane le illustrazioni di Luigi Crobu accompagneranno i lettori in un viaggio attraverso le tradizioni millenarie dell’isola. La prima uscita è dedicata ai Boes e Merdules, maschere originarie di Ottana. Il secondo appuntamento, il 23 gennaio, vedrà invece protagonisti i Mamuthones e gli Issohadores di Mamoiada, maschere simbolo del Carnevale barbaricino. Il mese di gennaio si concluderà con le stampe di Sos Thurpos e S’Eritaju di Orotelli, che saranno in edicola a partire dal 30. La prima uscita del mese di febbraio, il 6, sarà dedicata alla Sartiglia di Oristano con la stampa di Su Componidori. Il 13 febbraio ritorno in Barbagia con gli Urthos e Bottudos di Fonni. Il 20 febbraio appuntamento conclusivo della collezione con la stampa raffigurante Su Bundu di Fonni.
Le maschere barbaricine disegnate da Crobu si potranno incontrare dal vivo a Mamoiada, che sarà illuminata da quasi quaranta fuochi allestiti nelle piazze del paese. La festa ha inizio domani con la Vigilia, “Su pesperu”, e prosegue fino al 18 gennaio con “Sant'Antoneddu”. Il fulcro è il 17 con la festa vera e propria dedicata a “Sant'Antoni de su ohu”. Tutti i mamujadinos sono coinvolti fin dai preparativi. «La legna utilizzata proviene da antiche radici di alberi tagliati anni prima, spesso sugherete o roverelle», precisano gli organizzatori di Mamoiada «nessun albero viene reciso per l'occasione proprio per non arrecare ulteriore danno all'ambiente».
Da Mamoiada a Ottana, dove Boes e Merdules sono protagonisti nella giornata di domani di “S'Ogulone de Sant’Antoni”. Girano attorno al fuoco per rinnovare l'affascinante e misterioso rito. Si va avanti fino all'alba tra balli, dolci e piatti tipici. A Orotelli, invece, sono attesi Sos Thurpos che danzeranno attorno a “Su vocu 'e Sant'Antoni”, acceso in onore di Sant'Antonio Abate. Tre giorni di festa, tra spettacoli, iniziative e gastronomia. (p.c.)
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