“Anarchytecture”, gli Skunk Anansie ritornano con un cd fra techno e dance
Dark e rabbiosi anche dopo vent’anni, gli Skunk Anansie ritornano con «Anarchytecture», terzo album dalla reunion del 2009, o dal «secondo matrimonio», come lo ha definito Skin (nella foto) pre-...
Dark e rabbiosi anche dopo vent’anni, gli Skunk Anansie ritornano con «Anarchytecture», terzo album dalla reunion del 2009, o dal «secondo matrimonio», come lo ha definito Skin (nella foto) pre-
sentando ieri il disco a Milano con i tre sodali Mark, Ace e Cass. Dietro il calembour del titolo si cela non solo l’idea di un ordine insito nel caos, ma anche il resoconto di un anno frenetico, come svela la front-woman impegnata nei mesi scorsi nei panni di giudice di X Factor. Come anticipato dal singolo «Love Someone Else», il disco suggerisce nuove contaminazioni, fra echi techno e dance: «L’intenzione era quella di affermare con chiarezza fin dalla prima traccia che non ci accontentiamo di rifare “Secretly” o “Hedonism” e sappiamo esprimerci in stili diversi – spiega Skin – vogliamo essere rilevanti nel presente, specie per gli ascoltatori più giovani che non ci conoscono come quelli degli anni del grunge». Lungi dal segnare una svolta elettronica (il gruppo gioca coi synth almeno da «Charlie Big Potato»), «Anarchytecture» è alimentato soprattutto dalla fiamma del clit-rock, marchio di fabbrica Skunk Anansie
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