La Nuova Sardegna

Anziana uccisa in casa fermato il nipote

di Gianni Bazzoni
Anziana uccisa in casa fermato il nipote

Bonaria Sanna, 80 anni, è stata colpita più volte alla testa con un vaso Tore Usai, 35 anni, ha confessato dopo ore di interrogatorio

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SASSARI. Colpita più volte alla testa con un vaso che è stato recuperato nel corso delle perquisizioni eseguite dalla polizia. É durato poche ore il mistero sulla morte di Bonaria Sanna, 80 anni, sassarese, pensionata, che viveva al secondo piano di una palazzina di via Torres numero 30 all’angolo con via Genova, nel quartiere di San Giuseppe. Poco prima delle 23 gli investigatori della squadra mobile - dopo avere sentito diverse persone informate sui fatti - hanno sottoposto a fermo, perché gravemente indiziato di omicidio, il nipote della donna. Si tratta di Tore Usai, 35 anni, disoccupato, una esistenza complicata che l’ha visto passare più volte anche in carcere per reati legati alla droga. A tarda notte, dopo diverse ore di interrogatorio, l’uomo ha confessato di essere l’autore del delitto alla presenza del suo legale e del pubblico ministero Giovanni Porcheddu.

L’allarme. E dire che era stato proprio il nipote a dare l’allarme per quella che - a questo punto - si configura come una messa in scena. Saltuariamente Bonaria Sanna lo ospitava. Una convivenza non proprio tranquilla con quel figlio della sorella, ma tutto sommato duratura. L’uomo - a sentire i commenti dei vicini - non era considerato un violento, ritenuto incapace di fare del male alla zia, anche se litigavano spesso, si sentivano le urla. Quando ha chiamato la centrale operativa del 118, ha fornito una versione tutto sommato credibile: «Venite presto – ha detto l’uomo al telefono – mia zia è caduta e ha battuto la testa, sta male».

La confessione. Tore Usai, è rimasto impassibile per ore di fronte agli investigatori della squadra mobile, ha balbettato solo poche cose. Più tardi è stato accompagnato negli uffici della questura dove è stato ascoltato dagli investigatori della squadra mobile guidati dal dirigente Bibiana Pala, alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Porcheddu. Sentite anche altre persone. Alla fine la svolta: il crollo, la confessione e il fermo. Omicidio al culmine di una lite per futili motivi e maturata in una condizione di disagio.

Le indagini. L’autopsia prevista per lunedì, sarà eseguita dal medico legale Salvatore Lorenzoni e dovrebbe fornire elementi utili per confermare quanto già emerso nel corso delle indagini. L’inchiesta viene seguita direttamente anche dal procuratore capo reggente Paolo Piras.

Elementi contrastanti. L’allarme è stato dato verso le 13 da Tore Usai. Ha chiesto aiuto a una vicina che si è resa conto subito della gravità della situazione. All’operatore della centrale del 118, la richiesta di soccorso è stata motivata con l’urgenza di assistere una donna anziana caduta in casa. Quando il medico è arrivato in via Torres, per Bonaria Sanna non c’era più ormai niente da fare. La donna era riversa a terra tra la cucina e il bagno (che è esterno, nella terrazza), con profonde ferite alla testa, tutt’attorno sangue. L’ipotesi di un incidente domestico è durata poco tempo, fino a quando gli investigatori della squadra mobile e gli esperti della polizia Scientifica non hanno cominciato a rilevare una serie di incongruenze. Poi il primo esame da parte del medico legale ha spazzato via ogni incertezza.

I dubbi. Secondo le prime valutazioni, quando Tore Usai ha dato l’allarme la zia era morta da circa tre ore ( intorno alle 10 del mattino). Il suo racconto presnetava diverse falle, la storia della caduta accidentale ha perso subito credibilità e si è rafforzata la tesi dell’omicidio. Intorno alle 15.30, quando i rilievi erano ancora in pieno svolgimento, il nipote della vittima è uscito dal portone di via Torres ed è salito su una delle auto della Mobile per essere accompagnato in questura.

Omicidio confermato. Poco prima delle 16 - sulla base degli ultimi accertamenti della Scientifica - è caduta definitivamente la possibilità che Bonaria Sanna possa essere morta a causa di un incidente, ed è stata confermata con decisione la tesi dell’omicidio. «Morte violenta – ha detto intorno alle 17 il magistrato Giovanni Porcheddu uscendo dopo il sopralluogo –, stiamo lavorando, al momento non c’è altro, non è stato emesso alcun provvedimento».

Lungo lavoro. É cominciato un lungo lavoro su più fronti: nella casa di via Torres e negli uffici della questura dove si sono sviluppati gli interrogatori. Gli investigatori hanno mirato ad appurare che cosa fosse successo poco prima della tragedia. Cioè se qualcuno fosse arrivato all’ultimo momento, oppure se chi ha ucciso Bonaria Sanna era già in casa. Come poi è risultato. Pressato dalle domande e incastrato da una serie di indizi, alla fine Tore Usai ha confessato di avere ucciso la zia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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